In visita a Monza alla RSA “Il paese ritrovato”

A volte bisogna vedere coi propri occhi un’innovazione per comprenderne la portata e le reali potenzialità. È questa la filosofia che l’8 aprile 2026 ha portato il gruppo dirigente della FNP Piemonte a visitare il Villaggio Alzheimer “Il Paese Ritrovato”, a Monza.
Un Villaggio Alzheimer ha qualche somiglianza con i Nuclei Alzheimer, presenti anche sul territorio piemontese: entrambe le tipologie di struttura sono dedicate all’accoglienza e alla cura dei pazienti affetti da vari tipi di demenze, con un’attenzione particolare riservata alla Malattia di Alzheimer.
Al di là di questo comune punto di partenza, però, ci sono molte differenze, che sono state esemplificate con dovizia di particolari da Sara e Rosa, operatrici presso la struttura: “La parola chiave che guida questa esperienza è Libertà. Nel limite del possibile, chi vive qui è incentivato a mantenere le proprie abitudini: ad esempio, non c’è un orario comune per la sveglia o per andare a dormire. Questo comporta per il personale un lavoro completamente diverso da quello delle RSA, non adatto a tutti: ci si deve mettere completamente a disposizione di utenti e colleghi. Un conto infatti è somministrare un medicinale a una persona chiusa nella sua stanza, un altro è farlo con una persona che va prima trovata, in quindicimila metri quadrati!” Già, perché la particolarità del “Paese Ritrovato” è proprio questa: le strutture residenziali (otto appartamenti dotati di ampia cucina, che ospitano in camere singole otto persone ciascuno) abbracciano una grande piazza centrale, al cui centro è collocato uno stabile che include un bar, il salone di un parrucchiere, una Chiesa, un Cineteatro e molto altro. Sono gli utenti a costruirsi una routine, seguendo le proprie attitudini, mentre il personale, nel rispetto delle libertà individuali, cerca di sostenere le capacità residue, proponendo attività comuni o personalizzate.
Un modello da seguire nella cura delle demenze? Sì, ma con qualche complicazione, come è stato spiegato dal Direttore Generale della Cooperativa “La Meridiana”, che gestisce la struttura, Fulvio Sanvito. “Si potrebbe credere che la parte più difficile, nel lancio di un progetto del genere, sia il reperimento degli ingenti fondi necessari. Nel caso del Paese Ritrovato, ci si è appoggiati alla generosità di molti donatori privati, facendo tesoro della ricchezza del territorio monzese. In realtà, però, la parte più complessa in un progetto di questo tipo è quella normativa: non è per nulla facile inserire una nuova tipologia di servizio, esistente solo in paesi come l’Olanda, in un sistema di offerta sociosanitaria rigido e standardizzato”.
La visita, arricchita dalle testimonianze e dall’incontro con gli utenti e con gli operatori, è stata foriera di interrogativi e riflessioni. Agostino Demichelis, Segretario con delega alle politiche sociosanitarie, sintetizza così l’esperienza: “Come Segreteria Fnp Piemonte siamo contenti che il nostro gruppo dirigente abbia colto al meglio questa proposta, comprendendo sin dall’arrivo a Monza quanto sia importante vedere all’opera realtà di eccellenza. Quando parleremo di cure residenziali con la Regione, con i Comuni e con gli Enti Gestori, avremo in mente dei modelli reali, magari difficili da replicare, ma che possono essere imitati almeno in parte. Non finisce qui: entro l’estate ci piacerebbe organizzare una nuova visita, magari valorizzando qualche realtà virtuosa piemontese”.
Paolo Arnolfo
Categoria: Attualità
