Giù le mani dalle pensioni!

martedì 4 settembre 2018 / Attualità

Era nell’aria e le prime avvisaglie estive stanno per confermare le nostre preoccupazioni. Per fare cassa e trovare i soldi per le promesse elettorali, il Governo sta ipotizzando anche di mettere le mani in tasca a gran parte dei pensionati. Cambiano i Governi, cambiano i colori, ma quando c’è bisogno di “trovare soldi freschi” ci si rivolge sempre ai grandi numeri dei pensionati!

Non importa se il valore medio mensile di una pensione in Italia sia di soli 700 euro lordi: prendere i soldi dai pensionati è più facile e immediato, sicuramente meno complicato di prelievi straordinari sui grandi patrimoni.

Dal dibattito in corso emergono due ipotesi, entrambe discutibili e preoccupanti:

  • la prima, ipotizza il ricalcolo contributivo per la parte dell’assegno-pensione che supera i 4.000 euro netti al mese per i pensionati che non hanno versato interamente i contributi, come da tempo sostiene il presidente di Inps Boeri;
  • la seconda, prevede un contributo di solidarietà progressivo a scaglioni (da 0,35 a 15% mese) da applicare agli assegni dai 2 mila euro lordi mese in su.

La FNP CISL esprime la propria preoccupazione sulla possibile modifica degli assegni-pensione, in particolare per i più bassi. Si può innescare un meccanismo perverso secondo il quale, a seconda delle esigenze di denaro fresco da parte del Governo di turno, l’asticella potrebbe di volta in volta essere abbassata indipendentemente dai contributi “veri” versati.

Forse al Governo sfugge che molti, andati in pensione con le regole del sistema retributivo, totale o parziale che sia, percepiscono anche pensioni che talvolta valgono di più dei contributi versati. Tra questi pensionati non ci sono solo politici, magistrati giornalisti, liberi professionisti, dirigenti e via elencando, ma anche operai e impiegati.  Non dobbiamo dimenticare che ci sono anche coloro che hanno dovuto lasciare il lavoro anticipatamente, non per colpa sua ma per via di crisi, ristrutturazioni aziendali e prepensionamenti obbligati. Questi pensionati hanno avuto lunghi periodi di contributi figurativi dovuti alla cassa integrazione!

La posizione di Cisl e Fnp è chiara e coerente: il Governo in vista della predisposizione della legge di stabilità deve aprire al più presto un confronto con il sindacato confederale per un approfondimento su questi temi delicati.

Al riguardo, la Cisl, unitamente alle altre confederazioni, ha già inviato una richiesta di incontro urgente al Ministro del Lavoro allo scopo di discutere sulle eventuali scelte da compiere in materia previdenziale.

Secondo la Cisl devono essere confermati anzitutto gli accordi sottoscritti con il precedente Governo e affrontate al più presto alcune precise priorità:

  • nuove regole di accesso più flessibile al pensionamento;
  • l’individuazione di ulteriori professioni che per la loro gravosità dovranno prevedere deroghe alle norme sull’aspettativa di vita;
  • predisporre una pensione di garanzia per i più giovani;
  • la valorizzazione del lavoro di cura e assistenza, in considerazione dell’invecchiamento della popolazione che incide sulle condizioni sanitarie e sociali del Paese;
  • il riadeguamento al costo della vita delle pensioni in essere, difendendo il loro potere d’acquisto;
  • una nuova salvaguardia a sostegno dei lavoratori esodati, unitariamente alla proroga della cosiddetta “opzione donna”.

Per la Cisl e la Fnp sono questi i temi, che dovranno essere affrontati dal tavolo negoziale richiesto dalle parti sociali e ricompresi nelle misure della prossima legge di stabilità. La posizione di Cisl e Fnp è chiara e coerente:

  •  riavviare il confronto tra Governo e Parti sociali;
  • partire dagli accordi in essere firmati con il precedente Governo;
  • individuare insieme le priorità;
  • dare ordine, equità e logica di insieme agli eventuali interventi.

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