Fnp Torino riflette sulla riforma dell’assistenza territoriale

Martedì 9 giugno nell’Aula Magna del Liceo Regina Margherita a Torino si è svolto il Consigli Generale Fnp Torino Area Metropolitana con la centro una riflessione sulla riforma dell’assistenza territoriale. I lavori, introdotti dal segretario generale territoriale Pietro Accogli, si sono aperti con la relazione del segretario con delega alle politiche sociali Aniello D’Auria che ha delineato l’evoluzione del servizio sanitario e si è soffermato su dati demografici e sociali: “Di fronte a una popolazione sempre più anziana e fragile, il futuro della sanità passa dal territorio: Case di Comunità, Ospedali di Comunità e servizi di prossimità sono chiamati a garantire cure più accessibili e integrate, ma la sfida sarà trasformare i progetti del D.M. 77 in una rete realmente efficace per i cittadini. La riforma dell’assistenza territoriale è una risposta necessaria all’invecchiamento della popolazione, ma pone anche una domanda di fondo: il sistema sanitario è davvero pronto a garantire una sanità pubblica, universale e vicina ai cittadini?”

I lavori sono continuati poi con una tavola rotonda moderata dal segretario generale Fnp Torino Area Metropolitana Pietro Accogli che ha coinvolto i segretari generali Fnp Cisl Piemonte, Cisl Torino Canavese e Cisl Medici Piemonte Alessio Ferraris, Giuseppe Filippone e Alberto Fabris e l’assessore alle politiche sociali del Comune di Torino Jacopo Rosatelli. Quest’ultimo, impossibilitato a partecipare in presenza, ha mandato un videomessaggio in cui ha mostrato forte preoccupazione per la carenza di personale pubblico nelle nuove Case e Ospedali della Comunità: “Il nostro timore è che l’esternalizzazione dei servizi possa compromettere la qualità delle cure. L’integrazione socio-sanitaria è fondamentale ed è quindi necessario rinnovare le convenzioni con l’ASL per garantire servizi domiciliari e residenziali adeguati. Auspico una continua e proficua collaborazione con il sindacato per sollecitare risorse a livello regionale e nazionale al fine di raggiungere una maggiore equità sociale e investimenti nel welfare”.
Il segretario generale Cisl Medici Piemonte Alberto Fabris si è soffermato sulle motivazioni alla base della mancanza di medici, sottolineando il fatto che l’Italia deve attingere dall’estero, ma è attrattiva sono per Paesi ancora in via di sviluppo: “Nella riforma deve essere gestita al meglio la presenza dei medici di famiglia nelle case di comunità e diventa centrale la figura dell’infermiere, che oggi è un professionista laureato, con rilevanti competenze”.
Il segretario generale Fnp Cisl Piemonte Alessio Ferraris ha focalizzato l’attenzione sulle difficoltà di accesso ai servizi, in particolare nelle aree interne: “Costruire una rete socio-sanitaria territoriale efficiente è un’esigenza particolarmente sentita in Piemonte, regione in cui la gran parte dei piccoli Comuni sono in aree montane e rurali dove molti degli abitanti sono anziani e i servizi sono scarsi, a partire dai trasporti. Avvicinare i luoghi di assistenza e cura ai cittadini diventa fondamentale. Inoltre si avvicina la scadenza del PNRR e alcune strutture risultano ancora incomplete: come Fnp auspichiamo che le Case e gli Ospedali di Comunità siano pienamente operativi e accessibili per garantire risposte efficaci e continue ai bisogni delle persone. Registriamo però che, mentre tutt’e le case di comunità avrebbero dovuto essere Hub aperti h24 7 giorni su 7, molte di esse saranno spoke aperti 5 giorni a settimana per 12 ore. La posta in gioco è altissima: riguarda la qualità del servizio sanitario pubblico e il diritto alla salute delle persone. Con la Cisl inoltre si aprono spazi di contrattazione sociale per migliorare la rete dei trasporti locali al fine di favorire l’accesso ai servizi territoriali”.
Il segretario generale Cisl Torino Canavese Fiuseppe Filippone ha messo al centro il tema della contrattazione sociale: “Come sindacato il nostro compito è quello di monitorare l’evoluzione della situazione per la vera applicazione della riforma. Per portare avanti il confronto chiediamo con forza alla Regione che vengano ripristinati i Piani di Zona. Il Piemonte è l’unica regione che ne è sprovvista dal 2011 ed è una grave mancanza perchè si tratta degli strumenti fondamentali di programmazione triennale con cui i Comuni, associati negli ambiti territoriali, pianificano, gestiscono ed erogano il Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali d’intesa con le Asl”.
Nelle conclusioni, la segretaria Fnp Cisl Nazionale Anna Maria Foresi, ha sintetizzato le priorità nel confronto con il Governo: “Sulla non autosufficienza tre sono gli aspetti sui cui stiamo lavorando: Domiciliarità, valutazione multidimensionale e prestazione universale. Quest’ultima è in fase sperimentale e il nostro obiettivo è allargare la platea di chi può usufruirne, oggi il limte ISEE è 6 mila euro, e potenziarne il valore economico. Per quanto riguarda la disabilità il nuovo sistema di certificazione sta creando confusione e difficoltà oggettive che inducono molte persone che avrebbero diritto a fare domanda a rinunciare: come Fnp stiamo cercando di intervenire perchè questo non accada”.
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