Edizioni Lavoro al Salone del Libro con la campagna “Fai sport, leggi un libro”

martedì 19 Maggio 2026 / Attualità

Al Salone del Libro di Torino l’incontro “Fai Sport, leggi un libro”: allenare la mente con la palestra cognitiva

Edizioni Lavoro ha partecipato alla 38° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino con un proprio stand, con il supporto di FNP CISL Piemonte, come spazio di incontro, confronto e promozione culturale sui temi del benessere cognitivo, dell’invecchiamento attivo e del valore sociale della lettura.

Lunedì 18 maggio , ultimo giorno del Salone, si è svolto l’incontro di promozione della campagna“Fai Sport, leggi un libro – Allenare la mente con la palestra cognitiva”, nata per sensibilizzare il pubblico sull’importanza dell’allenamento cognitivo attraverso la lettura e le pratiche di Brain Wellness e Gaming.

L’appuntamento, incentrato sul rapporto tra lettura, salute mentale e prevenzione dell’impoverimento cognitivo, ha visto la partecipazione di esperti, professionisti e promotori della campagna nazionale “Fai sport, leggi un libro”: Massimo Arcangeli, linguista e critico letterario, Laura Ballestra, presidente Associazione italiana Biblioteche, Ivana Barbacci, segretaria generale Cisl Scuola, Laura Dal Corso, docente di Scienze psicologiche sociali e del lavoro all’Università di Padova, Francesca Romana Pezzella, neurologa del San Camillo di Roma, Andrea Benvenuti, direttore Edizioni Lavoro. L’incontro è stato moderato da Beatrice Curci, giornalista scientifica.

Andrea Benvenuti, direttore di Edizioni Lavoro, ha commentato: “Come lo sport per il corpo, leggere è un esercizio vitale delle facoltà cognitive: da questa convinzione nasce una campagna che punta a contrastare l’impoverimento cognitivo attraverso strumenti culturali accessibili, coinvolgenti e quotidiani. La lettura viene proposta come una vera e propria palestra mentale, capace di stimolare attenzione, memoria, capacità critica e benessere personale. La nostra iniziativa si inserisce in una più ampia riflessione sui nuovi modelli di prevenzione cognitiva e sul ruolo della cultura come leva di salute pubblica, inclusione e qualità della vita”.

 

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