La Cisl ha firmato più di settecento accordi nel 2025 nei comuni italiani : un record dopo la pandemia. «Dove c’è dialogo sociale si trovano soluzioni efficienti», dice a Il Tempo Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl. In un’intervista rilasciata a Il Tempo, la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola spiega l’importanza di questa azione capillare:
Domanda: Perché è così importante per voi la contrattazione sociale nei territori?
Risposta: «È il luogo in cui la rappresentanza incontra la vita reale delle persone. La contrattazione sociale permette di programmare insieme agli enti locali le politiche che incidono ogni giorno sulla qualità della vita delle comunità. Oggi, con l’invecchiamento della popolazione, la denatalità, l’aumento delle disuguaglianze e delle nuove fragilità, serve un welfare partecipativo, che non si limiti a rincorrere le emergenze, ma le prevenga andando incontro dinamicamente ai bisogni di prossimità. Gli oltre settecento accordi del 2025 dimostrano che dove c’è dialogo sociale si trovano soluzioni più efficaci, efficienti, durature».
Domanda: Quali sono i settori dove si siglano oggi queste intese e a favore di quali persone?
Risposta: «La contrattazione sociale oggi riguarda praticamente tutti gli ambiti del welfare territoriale. Si interviene sui servizi socio-sanitari, sostegno alle famiglie e agli anziani, politiche abitative, trasporti, fiscalità locale, povertà energetica, conciliazione tra lavoro e vita privata, inclusione delle persone con disabilità e sulla non autosufficienza. Cresce anche l’attenzione verso i giovani, l’accesso alla casa, la formazione e i servizi educativi. L’obiettivo è tenere insieme tutte le generazioni, senza lasciare indietro nessuno, costruendo comunità più inclusive e solidali».
Domanda: Nonostante i tanti contratti firmati, in Italia gli stipendi sono ancora mediamente inferiori del 15-20% rispetto alla media dell’Unione Europea e risultano quasi dimezzati rispetto ad economie come Germania o Lussemburgo. A questa forbice si aggiunge un elevato cuneo fiscale. Serve un salario minimo per legge?
Risposta: «La priorità è aumentare i salari attraverso il rinnovo tempestivo dei contratti collettivi e una crescita stabile della produttività. Siamo per un salario giusto di natura contrattuale, non per una paga minima fissata per legge, che rischia di appiattire in basso le retribuzioni e di indebolire le relazioni industriali. Bisogna dare pieno valore ai CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, contrastare i contratti pirata, ridurre in modo strutturale le tasse sui lavoratori recuperando le risorse dalle rendite speculative, promuovere la partecipazione dei lavoratori agli utili e ai risultati delle imprese».
Domanda: Anche le associazioni imprenditoriali, dopo l’intesa raggiunta dai tre sindacati confederali, hanno presentato una piattaforma comune sulla rappresentanza. Quali saranno gli obiettivi principali della trattativa?
Risposta: «È un passaggio molto importante. Dopo anni, esiste finalmente la possibilità di aggiornare le regole sulle relazioni industriali e sulla misurazione della rappresentanza, per definire chi rappresenta davvero lavoratori e imprese e stabilire una soglia pattizia che definisca i contratti buoni da quelli in dumping. In queste ore abbiamo inviato unitariamente alle associazioni firmatarie della piattaforma datoriale una richiesta di incontro: il negoziato deve partire al più presto per dare certezza alle imprese serie e maggiori tutele ai lavoratori anche in termini di salari, contrattazione decentrata, sicurezza, formazione e partecipazione».
Domanda: Sullo sfondo resta un quadro internazionale molto incerto che pesa sulle famiglie, sui lavoratori e sui pensionati. Come va affrontata questa fase, anche in vista della prossima manovra?
Risposta: «Serve responsabilità da parte di tutti. Le tensioni geopolitiche, il costo dell’energia, i dazi, le transizioni tecnologiche e demografiche impongono una strategia condivisa, un Patto sociale tra Governo e parti sociali. Dopo la fine del PNRR bisogna ritrovarsi in un cantiere di corresponsabilità per concentrare le risorse su obiettivi strategici e comuni. Occorre sostenere redditi e produttività, occupazione e investimenti, innovazione e competenze, rafforzare la sanità pubblica, la non autosufficienza, le politiche familiari, il contrasto alla povertà e alla marginalità».
(Da il Tempo del 15/07/2026)