Mercoledì 11 marzo al Polo 900 di Torino si è riunito in forma seminariale il Consiglio Generale Cisl Piemonte in occasione della Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si celebrerà il 21 marzo, a Torino. I lavori sono stati presieduti da Cristina Vignolo, segretaria organizzativa Cisl Alessandria-Asti. Nel corso della mattinata si è parlato di legalità e
dignità del lavoro con il segretario generale Cisl Piemonte Luca Caretti, il segretario confederale Cisl Andrea Cuccello, il presidente nazionale di Avviso Pubblico, Roberto Montà e l’ex dirigente Filca Cisl, Piero Tarizzo che ha presentato la sua ricerca dal titolo “Un muro contro l’illegalità”. “Si tratta – ha spiega l’autore nel suo intervento – di un’indagine sul campo, una sorta di manuale operativo per la vigilanza, scritta con il linguaggio basico e crudo del cantiere per farsi capire anche dai lavoratori stranieri che nel settore sono tanti”. Per Tarizzo, che è anche studioso delle organizzazioni sindacali, della Resistenza e dell’Antimafia, “Nel settore delle costruzioni, cuore pulsante dell’economia italiana in forte evoluzione, esiste ancora un’ampia zona grigia fatta di lavoro nero, dumping, appalti truccati e caporalato mascherato. Mentre alcuni operano nel rispetto delle regole e della dignità, altri sfruttano manodopera ricattabile come ‘merce a basso costo’, alterano la concorrenza legale e mettono fuori mercato gli onesti. Sistemi opachi che svendono la manodopera come merce, senza diritti e dignità”.
dignità del lavoro con il segretario generale Cisl Piemonte Luca Caretti, il segretario confederale Cisl Andrea Cuccello, il presidente nazionale di Avviso Pubblico, Roberto Montà e l’ex dirigente Filca Cisl, Piero Tarizzo che ha presentato la sua ricerca dal titolo “Un muro contro l’illegalità”. “Si tratta – ha spiega l’autore nel suo intervento – di un’indagine sul campo, una sorta di manuale operativo per la vigilanza, scritta con il linguaggio basico e crudo del cantiere per farsi capire anche dai lavoratori stranieri che nel settore sono tanti”. Per Tarizzo, che è anche studioso delle organizzazioni sindacali, della Resistenza e dell’Antimafia, “Nel settore delle costruzioni, cuore pulsante dell’economia italiana in forte evoluzione, esiste ancora un’ampia zona grigia fatta di lavoro nero, dumping, appalti truccati e caporalato mascherato. Mentre alcuni operano nel rispetto delle regole e della dignità, altri sfruttano manodopera ricattabile come ‘merce a basso costo’, alterano la concorrenza legale e mettono fuori mercato gli onesti. Sistemi opachi che svendono la manodopera come merce, senza diritti e dignità”.Il presidente nazionale di Avviso Pubblico, Roberto Montà nel suo intervento ha illustrato l’attività dell’Associazione, nata ormai 20 anni fa dall’iniziativa di una ventina di amministratori pubblici per promuovere la cultura della legalità: “L’apporto che il sindacato può dare alla nostra causa è fondamentale. Insieme possiamo creare una narrazione nuova, costruendo una rete di relazioni con le amministrazioni locali, le autorità e gli altri presidi pubblici per individuare i fattori di rischio e denunciare le infiltrazioni della criminalità organizzata. Condividiamo la responsabilità di diffondere maggior consapevolezza”. Nelle conclusioni il segretario confederale Cisl Andrea Cuccello ha evidenziato l’impossibilità di dividere il mondo in categorie nette: “L’illegalità fa leva sulle debolezze umane. Che cosa possiamo fare noi? Lavorare per un cambio di mentalità a partire dalla scuola, ma anche con la contrattazione sociale e di secondo livello attraverso la bilateralità. Anche la nostra organizzazione non è al riparo e al di là dell’esposizione mediatica quello che possiamo fare è un’attenta valutazione dei quadri”.
Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con il dibattito sul referendum costituzionale per la riforma della giustizia tra Enrico Morando e Luciano Violante, moderato dal segretario confederale Cisl Andrea Cuccello. Il segretario generale Cisl Piemonte Luca Caretti ha introdotto il confronto spiegando le motivazioni dell’iniziativa: “Non vogliamo prendere posizione nè schierarci, ma lasciare libertà di voto, però abbiamo bisogno che i nostri iscritti e il nostro gruppo dirigente vadano a votare consapevolmente. La nostra organizzazione continua a tenere al centro il tema dell’autonomia”. Enrico Morando, ex senatore e viceministro, rappresentante del Comitato “Sinistra per il sì”, ha messo al centro la separazione delle carriere: “L’articolo 111 della Costituzione, che prevede un processo giusto e imparziale, trova vera applicazione solo se magistratura requirente e magistratura giudicante sono separate”. Per Luciano Violante, ex magistrato, Presidente emerito della Camera dei Deputati, sostenitore invece della posizione del no: “Questa riforma fa un cattivo uso di un buon principio che è la separazione delle carriere. Il cattivo uso è che ne deriverebbe una casta di pubblici ministeri inattaccabile che si autogoverna e autodisciplina”. Il segretario confederale Andrea Cuccello ha ribadito: “Come Cisl a noi interessa che al referendum ci sia la più ampia partecipazione al voto, consapevole e informata. Per quanto riguarda la riforma della giustizia auspichiamo un sistema giudiziario più veloce, equo e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini”.Stefania Uberti e Rocco Zagaria
IN ALLEGATO RASSEGNA STAMPA DELL’EVENTO

