Due giorni di incontri, dibattiti e musica per riportare il sindacato al centro del confronto pubblico. Con la festa “Un’idea di futuro”, organizzata giovedì 18 e venerdì 19 giugno nell’area pedonale di corso Marconi a Torino, la Cisl Piemonte ha trasformato uno spazio urbano in un’agorà aperta alla città, chiamando a raccolta istituzioni, imprese, mondo accademico, giornalisti e rappresentanti delle forze sociali per discutere delle sfide che attendono il Piemonte.
Sul palco si sono alternati amministratori locali e regionali, parlamentari, manager, esponenti delle associazioni datoriali, studiosi e dirigenti sindacali. Un confronto ampio e senza steccati sui temi del lavoro, dell’industria, della sanità e del ruolo dell’Europa, con l’obiettivo di immaginare il futuro della regione.
Ad aprire la manifestazione, dopo l’inno d’Italia e l’inno d’Europa, cantati dalla soprano cuneese Serena Garelli, sono stati il segretario organizzativo della Cisl Piemonte, Massimiliano Campana, e il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Giuseppe Filippone. Il primo appuntamento ha affrontato l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, con l’intervista del capo redattore del Corriere della Sera Torino, Carmine
Festa, al presidente di Adapt, Francesco Seghezzi. A seguire, il confronto sul futuro dell’Europa, moderato da Marco Zatterin, con il senatore Enrico Borghi e il segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti.
Un momento particolarmente è stata l’intervista del responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione Cisl Piemonte Rocco Zagaria al nuovo editore del quotidiano La Stampa, il presidente e amministratore delegato di SAE Alberto Leonardis, alla sua prima uscita ufficiale sulla scena piemontese.
Spazio anche ai giovani e alle prospettive di sviluppo del Piemonte. Il dibattito sul senso del lavoro per le nuove generazioni, moderato dal direttore di TorinoCronaca Andrea Monticone, ha coinvolto la sociologa Sonia Bertolini, la consigliera regionale Monica Canalis, il segretario organizzativo Cisl Piemonte Massimiliano Campana e, con un videomessaggio, l’assessora regionale Daniela Cameroni.
Si sono poi confrontati gli assessori regionali Andrea Tronzano ed Enrico Bussalino, il sindaco di Novara e commissario straordinario per il progetto Silicon Box Alessandro Canelli, il responsabile delle risorse umane di Stellantis
Giuseppe Manca, la direttrice generale aggiunta Italia di Telt Manuela Rocca, il presidente di Piccola Industria Piemonte Filippo Sertorio, il segretario regionale del Partito Democratico Domenico Rossi e la segretaria regionale della Cisl Cristina Maccari. A moderare il dibattito Filomena Greco del Sole 24 Ore.
La festa è continuata in serata con il concerto del gruppo “Oltreconfine”.
La seconda giornata si è aperta con un confronto sulla sanità piemontese tra l’assessore regionale Federico Riboldi, il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone e la capogruppo del Pd in Consiglio regionale Giovanna Pentenero, sollecitati dalle domande del vicecaporedattore di Repubblica Torino Stefano Parola.
Successivamente, il segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti, ha dialogato con le principali categorie economiche regionali sulle prospettive produttive e occupazionali del territorio. Erano presenti: Giovanni Genovesio del Coordinamento Confederazioni Artigiane, Tino Cornaglia di Alleanza Cooperative, Roberto Cotterchio di Confapi, Gianluigi Orsolani di Confagricoltura e Giuliano Viglione di Confcommercio.
A chiudere la festa è stata la tavola rotonda “Un’idea di futuro del Piemonte e del Paese”, moderata dal vicedirettore de La Stampa Giuseppe Bottero, con il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il presidente della Regione Alberto Cirio, il segretario generale della Cisl Piemonte Luca Caretti e la segretaria generale Cisl Daniela Fumarola, che ha concluso la manifestazione: “Crescita economica, qualità del lavoro, coesione sociale e pari opportunità fanno parte di un’unica grande sfida che il Paese è chiamato a vincere. L’obiettivo è costruire uno sviluppo capace di tenere insieme economia, lavoro e inclusione sociale. Per troppo tempo l’Italia ha affrontato i problemi in maniera frammentata, senza una strategia complessiva. In questa prospettiva, il welfare non può essere considerato soltanto una voce di spesa, ma rappresenta un fattore che incide direttamente sulla competitività del sistema Paese e sulla fiducia di lavoratori e famiglie. Il lavoro, insieme alla forza delle comunità, deve diventare il motore dello sviluppo, attraverso investimenti, innovazione, competenze e formazione. Senza un aumento della produttività, infatti, non può esserci crescita”. Fumarola ha richiamato anche le fragilità del contesto internazionale, segnato dai conflitti tra le grandi potenze per il controllo delle tecnologie e delle materie prime. In questo scenario, si pone una domanda cruciale: “Quale ruolo vuole giocare l’Europa? La risposta passa attraverso una maggiore integrazione politica, sociale e anche militare, accompagnata da una più forte azione comune sul piano economico.
Mentre Stati Uniti e Cina investono massicciamente nell’innovazione, l’Europa rischia di rimanere indietro. Richiamando il Rapporto Draghi, sottolinea la necessità di mobilitare circa 800 miliardi di euro all’anno per affrontare le grandi transizioni, aprire nuovi sbocchi commerciali e sostenere investimenti comuni in intelligenza artificiale e digitalizzazione. Tutto questo, però, senza rinunciare al modello europeo di economia sociale, che deve continuare a garantire i diritti e la tutela delle fasce più fragili”. Tra le priorità emerge la questione energetica, definita «la sfida delle sfide», perché da essa dipendono la competitività delle imprese, il benessere delle famiglie, la sostenibilità e la stessa sovranità democratica europea: “L’obiettivo è raggiungere una maggiore autonomia energetica, evitando di tornare a dipendere dalla Russia e da Gazprom, perché ciò rappresenterebbe una sconfitta strategica. Allo stesso tempo, la transizione deve salvaguardare sia la tenuta sociale sia il sistema produttivo, adottando un approccio di neutralità tecnologica”.
Al termine della due giorni il segretario generale Cisl Piemonte Luca Caretti ha dichiarato: “Questa festa non nasce per celebrare noi stessi, ma perché crediamo che il sindacato debba stare dentro il dibattito pubblico e non ai margini. Il Piemonte è chiamato a scelte decisive su industria, sanità, lavoro ed Europa e serve un nuovo patto sociale fondato sulla crescita, sull’occupazione e sulla coesione. Nella gestione delle crisi il Piemonte è stato in grado di non lasciare indietro nessuno. È una terra di grandi opportunità, dobbiamo costruire una narrazione che attragga i giovani e li coinvolga. Va data continuità all’investimento fatto nella nostra regione sui collegamenti: solo così possiamo dare gambe e concretezza ai progetti, senza dimenticare la visibilità che ne deriva, perchè le filiere di Torino e Piemonte hanno ricadute su tutta l’Italia. La Cisl ci sarà per sostenere questa comunicazione positiva”.
In allegato la Rassegna stampa e web della Festa