È La Stampa, bellezza!

Attualità
È La Stampa, bellezza!

Il giornale, legato da un secolo al nome della famiglia Agnelli-Elkann, passa di mano. La vendita del quotidiano torinese dal Gruppo GEDI a SAE segna la fine un’epoca e rappresenta una svolta per l’informazione italiana. Istituzioni e Sindacati: “Patrimonio di tutti, da difendere e rilanciare”

Si chiude un’epoca per uno dei quotidiani più antichi e prestigiosi d’Italia: La Stampa. La cessione del quotidiano torinese dal gruppo GEDI al gruppo SAE – Sapere Aude Editori, presieduto dall’imprenditore abruzzese Alberto Leonardis – segna la fine di un legame profondo tra il giornale e la famiglia Agnelli-Elkann, iniziato proprio cento anni fa, nel 1926, e che ha plasmato buona parte della storia industriale e culturale di Torino, del Piemonte e non solo.

La sede de La Stampa a TorinoLa vendita di “La Stampa” segna una svolta epocale per l’informazione italiana e per la città della Mole. La cessione al Gruppo SAE, per un valore di 22,5 milioni di euro, non è solo un avvicendamento societario nell’ambito del panorama editoriale italiano, ma il segno evidente di un progressivo disimpegno della famiglia Elkann dal territorio torinese, già osservato in altri settori industriali. Il contratto preliminare di vendita tra GEDI e SAE, firmato il 4 marzo, riguarda l’intero perimetro del quotidiano: testate collegate, attività digitali, centro stampa, rete commerciale pubblicitaria locale e attività di staff e supporto alla redazione.

L’acquisizione avverrà attraverso una società di nuova costituzione, controllata da SAE al 51%, nella quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Elemento, quest’ultimo, sul quale non sono ancora state fornite indicazioni precise e che fa crescere il timore e la preoccupazione per una operazione non del tutto conclusa. Quello che si sa è che il Gruppo SAE ha costruito in cinque anni un network di quotidiani locali come la Provincia Pavese, il Tirreno, la Nuova Sardegna, la Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio e che nel 2025 ha dichiarato ricavi per 175,5 milioni di euro con Ebitda positivo.

Nel comunicato congiunto diffuso dopo la firma del contratto preliminare di vendita, Gedi e Sae hanno spiegato che “l’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine. Un progetto che mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio”.

Al quotidiano La Stampa lavorano attualmente circa 300 persone, di cui 178 giornalisti, 102 tra poligrafici e amministrativi, 25 addetti di Gedi Printing Spa e oltre un centinaio di collaboratori freelance. Secondo fonti sindacali, il piano di SAE non prevede licenziamenti diretti, ma 60 prepensionamenti (uscite incentivate) tra il 2026 e il 2029. Questo comporterebbe una riduzione del 20-25% dell’organico, sollevando timori sulla qualità dell’informazione e sulla capacità di mantenere le redazioni locali. La vendita de La Stampa rappresenta per tutti i sindacati un momento di profonda incertezza. Se da un lato l’esperienza di SAE nella stampa locale potrebbe offrire una base per un progetto sostenibile, dall’altro il disimpegno di Exor e, l’assenza, al momento di partner locali forti sollevano dubbi sulla capacità del quotidiano di mantenere il suo storico posizionamento nazionale e la sua qualità iIncontro in Regione per La Stampanformativa.

La cessione del quotidiano torinese è stata al centro anche di un incontro al Grattacielo della Regione Piemonte, lo scorso 12 marzo, tra il governatore piemontese, Alberto Cirio, e i vertici regionali di Cgil Cisl Uil, dell’Associazione Stampa Subalpina e del Comitato di redazione del giornale. “Raccogliendo le richieste delle parti sindacali – ha spiegato il presidente Cirio al termine della riunione – la Regione Piemonte e il Comune di Torino hanno condiviso l’opportunità di istituire un tavolo di approfondimento e coordinamento che accompagni le prossime fasi della cessione con un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti di chi sceglie di investire in Piemonte e a Torino, perché La Stampa, è un patrimonio di democrazia, di informazione libera, oltreché della storia e della cultura di Torino, del Piemonte e dell’Italia intera”.

Anche la Cisl, con i segretari generali di Torino e Piemonte, Giuseppe Filippone e Luca Caretti, chiede “un progetto industriale serio, trasparente e credibile”, sottolineando che “il patrimonio professionale del quotidiano non va disperso, ma rilanciato e difeso”. Il quotidiano torinese perde tra gli 8 e i 10 milioni di euro all’anno. Nonostante l’obiettivo iniziale di creare il principale polo editoriale italiano da parte di John Elkann che ha comprato il Gruppo Editoriale nel 2019, i risultati economici del Gruppo Gedi nei sei anni sono negativi. Il rosso, dal 2019 ad oggi, è di circa 270 milioni di euro e il 2024 si è chiuso con una perdita di 45 milioni di euro a fronte di 368, 8 milioni di ricavi.

“In queste ore decisive – ha scritto il Comitato di redazione de La Stampa in un comunicato sindacale rivolto ai lettori del giornale il giorno successivo alla mancata uscita del quotidiano nelle edicole – rivendichiamo con forza il diritto di sapere, di capire, di partecipare. Non saremo spettatori di decisioni che riguardano il nostro futuro e quello del giornale. Se non arriveranno garanzie concrete, siamo pronti a difendere la redazione e il diritto dei lettori a un’informazione libera, autorevole e indipendente con tutti gli strumenti legittimi a nostra disposizione. La storia de La Stampa non è una proprietà da trasferire in silenzio: appartiene a una comunità vasta di lettrici e lettori”. A noi non resta che affermare, come nella celebre battuta di Humphrey Bogart, “È La Stampa, bellezza!”. In tutti i sensi. (Da Via Po Economia – inserto mensile di Conquiste del Lavoro)

Rocco Zagaria

 

 

Categoria: ,