La IBL di Coniolo verso la chiusura: 120 i lavoratori coinvolti

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La IBL di Coniolo verso la chiusura: 120 i lavoratori coinvolti

L’azienda che produce pannelli di compensato a Coniolo, alle porte di Casale Monferrato (Al), ha annunciato la cessazione dell’attività. Sono 120 i lavoratori coinvolti

La chiusura definitiva dello stabilimento, specializzato nella produzione di pannelli di compensato per camper, imbarcazioni e imballaggi, non segnerebbe solo la fine di un’azienda storica per il Casalese, ma rappresenterebbe l’ennesima ferita a un tessuto produttivo già fragile. Eppure, le speranze l’Ibl di Coniolo, comune a pochi chilometri da Casale Monferrato, nell’alessandrino, possa salvarsi sono davvero esigue. La crisi senza ritorno dell’azienda, che ha attraversato altri momenti delicati in passato e da cui è sempre uscita, è esplosa a marzo di quest’anno quando è stato siglato un primo accordo su contratti di solidarietà e un piano di uscite incentivate per una cinquantina di dipendenti.

A settembre è scattata la procedura di concordato preventivo in bianco che è stata vista dai sindacati e dai lavoratori come lo strumento necessario per garantire la continuità aziendale, ma a fine ottobre è arrivata la doccia fredda per i 120 dipendenti dell’azienda e per tutto il territorio. La proprietà ha comunicato la cessazione dell’attività e sospeso unilateralmente l’accordo sulle uscite volontarie e sull’anticipo della cassa integrazione straordinaria per crisi. “Una crisi aziendale – spiega Felice Barelli, componente di segreteria della Filca Cisl Alessandria-Asti – gestita malissimo dalla proprietà che non ha avuto nessun rispetto verso i suoi dipendenti. Negli ultimi anni è mancata la volontà di fare gli opportuni investimenti per rilanciare l’attività industriale, provando a salvare l’azienda che è finita fuori mercato e in una crisi da cui non si è più ripresa”.

Le sigle provinciali di Fillea Cgil-Filca Cisl-Feneal Uil hanno intanto messo in campo una strategia su più fronti per affrontare l’emergenza immediata e costruire una rete di sicurezza per il futuro dei lavoratori. Le loro richieste sono chiare: sostegno economico immediato, con pressione sulle istituzioni e sull’Inps per accelerare l’erogazione della cassa integrazione e dare ossigeno a famiglie senza reddito da mesi; chiarezza sul futuro, attraverso un incontro urgente con il commissario nominato dal Tribunale per comprendere le reali intenzioni dell’azienda e i dettagli della procedura; e prospettive a lungo termine, con la valutazione della richiesta di cassa integrazione straordinaria per un anno, una misura cuscinetto essenziale per dare ai lavoratori, molti dei quali con un’età media avanzata, il tempo per riqualificarsi e cercare una nuova occupazione. La pressione dei sindacati ha ottenuto un primo risultato il 14 novembre, quando una folta delegazione di lavoratori è stata ricevuta nella Sala consiliare del Comune di Casale Monferrato. Il sindaco, Emanuele Capra, e l’assessore al Lavoro, Fiorenzo Pivetta, hanno garantito il “massimo supporto”, impegnandosi a “monitorare l’evolversi degli sviluppi” e ad avviare “tavoli tecnici con la Regione Piemonte per definire percorsi di formazione e ricollocazione”.
Per il segretario generale della Cisl Alessandria-Asti, Marco Ciani: “Vanno attivate tutte le leve per riconvertire e formare questi lavoratori, provando a capire come ricollocarli in altre attività produttive e nei servizi all’interno del nostro territorio. Con l’Ibl non è in gioco solo il destino di un’azienda, ma un pezzo di storia che ha segnato la vita di centinaia e centinaia di lavoratori, un’eredità che ha caratterizzato il tessuto economico del Casalese”. Sebbene il supporto delle istituzioni rappresenti un primo, importante passo, la battaglia di questi lavoratori è appena iniziata. Il loro futuro, oggi appeso a un filo, è ancora tutto da riscrivere. (Da Conquiste del Lavoro del 22 novembre 2025)

Rocco Zagaria

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