Il futuro del sindacato si scrive con la “comunicazione”: alla Certosa 1515 di Avigliana (To) il terzo modulo di Next Gen Cisl Piemonte

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Il futuro del sindacato si scrive con la “comunicazione”: alla Certosa 1515 di Avigliana (To) il terzo modulo di Next Gen Cisl Piemonte

Dalla dittatura degli algoritmi al public speaking: a Certosa 1515 le due giornate del percorso di formazione della Cisl Piemonte dedicato ai dirigenti di domani

Sapere come raccontare il lavoro, comprendere le insidie degli algoritmi e imparare a parlare in pubblico con efficacia non sono più competenze “accessorie”, ma strumenti essenziali per chi oggi si trova a rappresentare le persone nei luoghi di lavoro. È con questa consapevolezza che si sono svolti, nella suggestiva cornice di Certosa 1515 ad Avigliana (Torino), i lavori del terzo modulo formativo di Next Gen Cisl Piemonte, il percorso dedicato ai giovani dirigenti, operatori e delegati dela Cisl Piemonte.

Al centro di questa due giorni (24 e 25 settembre 2026), intitolata “Persone, valori, partecipazione – Il ruolo strategico della comunicazione”, la volontà precisa di formare una nuova classe dirigente capace di guidare il cambiamento.

La prima giornata: sfide digitali, algoritmi e il dibattito sui media

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Massimiliano Campana, Segretario Organizzativo Cisl Piemonte, e Giuseppe Filippone, Segretario Generale Cisl Torino Canavese, che hanno ricordato l’importanza della formazione continua per la crescita della comunità sindacale.

Entrando nel vivo dei contenuti, l’intervento di Rocco Zagaria, Responsabile del Dipartimento Comunicazione Cisl Piemonte, ha offerto un’analisi lucida e profonda sulle trasformazioni in atto. Nel nuovo scenario mediatico, la comunicazione sindacale deve fare i conti con quattro grandi dinamiche:

  1. La disintermediazione: sui social non è più l’organizzazione a gestire il flusso informativo verso i lavoratori, ma sono gli algoritmi delle piattaforme a filtrare ciò che viene mostrato

  2. Engagement vs Rilevanza: i contenuti pensati per informare su diritti, contratti e vertenze devono continuamente competere con quelli progettati solo per catturare l’attenzione istantanea.

  3. 3.La frammentazione dell’attenzione: la narrazione del lavoro e dell’attività sindacale fatica a reggere i ritmi frenetici imposti dai formati brevi dei social network e dalla sovrabbondanza di informazioni che riceviamo.

  4. La forza dei canali diretti: di fronte a questo ecosistema, gli strumenti diretti del sindacato (comunicati, house organ, assemblee e relazioni umane) rimangono un argine autorevole, libero dalle logiche degli algoritmi.

“Per un dirigente Cisl – ha sottolineato Zagaria – capire la macchina dei media significa trasformare l’informazione in competenza sindacale: non basta verificare se una notizia sia vera, ma occorre comprenderne il contesto, le priorità e la cornice. Informare, oggi, significa contendere e costruire l’agenda pubblica”.

Lo sguardo si è poi allargato al confronto con il mondo del giornalismo d’informazione e d’inchiesta. Un dibattito stimolante ha visto interloquire i giovani corsisti con due giovani giornalisti ( 28 enni entrambi) come Giovanni Turi (La Stampa) e Pietro Mella Bitti (Corriere della Sera). Nel pomeriggio si è parlato di linguaggio televisivo e del legame imprescindibile tra la narrazione giornalistica e il racconto del lavoro, con la stimolante relazione di Paolo Piacenza, tutor al Master di Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino

La seconda giornata: public speaking, leadership e visione di futuro

La seconda giornata si è tinta di un taglio ancora più pratico ed esperienziale. Sotto la guida di Alessandro Sorani, formatore e docente presso l’Università di Firenze, i partecipanti hanno esplorato le “sei leve” della comunicazione efficace. Dalle tecniche di public speaking alla gestione della leadership, l’attenzione si è concentrata su come trasformare un messaggio chiaro in reale coinvolgimento e partecipazione delle persone. A chiudere l’intensa due giorni è stato l’intervento del Segretario Generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti, che ha voluto ringraziare personalmente i giovani corsisti per l’impegno profuso in questo percorso. “Comunicare bene è una responsabilità verso le persone che rappresentiamo. Ed è anche da qui che comincia il sindacato di domani”, ha evidenziato Luca Caretti.

Con questo terzo modulo, il progetto Next Gen Cisl Piemonte riafferma un principio chiaro: la tutela dei lavoratori passa oggi anche attraverso la capacità di ascoltare, interpretare la complessità e raccontarla con voce forte, chiara e autorevole.

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