I sindacati di categoria hanno proclamato uno sciopero nazionale dal 13 al 27 luglio con astensione a fine turno di 1/2 ore al giorno
Duemila posti di lavoro a rischio nei call center piemontesi per effetto dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. È l’allarme lanciato a Torino dai sindacati di categoria durante l’Attivo unitario delle Rsu del 
Secondo le stime dei sindacati regionali di categoria, l’introduzione non regolata di sistemi di intelligenza artificiale nelle attività dei call center rischia di travolgere fino a duemila posti di lavoro in regione, in un comparto già segnato da delocalizzazioni, gare al massimo ribasso e contratti pirata che erodono salari e diritti. A dare voce alla vertenza piemontese sono stati soprattutto i delegati e le Rsu delle principali aziende del settore in Piemonte: Konecta, Covisian, Mediacom, Twy, Tecnocall, Colligo e Linetech che da anni fronteggiano riorganizzazioni, cambi di commessa e vertenze occupazionali senza una vera politica industriale a sostegno.
“La crisi dei call center non ha precedenti – dichiarano i segretari generali piemontesi Alberto Revel di Slc Cgil, Anna De Bella di Fistel Cisl e Maria Luisa Lanzaro di Uil Fpc. Non possiamo parlare di innovazione se prima non mettiamo in sicurezza il lavoro. L’intelligenza artificiale non può essere l’ennesimo strumento per abbattere l’occupazione: serve una regia pubblica che governi la transizione, non le sole scelte delle aziende. Serve subito un tavolo permanente con il governo, con 
All’Attivo unitario, concluso dal segretario nazionale Slc Cgil, Daniele Carchidi, sono intervenuti in collegamento video anche i segretari nazionali di Fistel Cisl e Uil Fpc, Fabrizio Morroni e Pierpaolo Mischi.
Per le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil “il Governo deve intervenire prontamente, con regole chiare che mettano al centro la tutela del lavoro e la dignità delle persone. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dei lavoratori, non un mezzo per sostituirli senza alcuna rete di protezione”.
Nello stesso giorno, le rsu delle varie aziende e le organizzazioni sindacali di categoria hanno incontrato, sempre nella sede regionale Cisl, alcuni parlamentari e consiglieri regionali. Presenti all’incontro la senatrice Elisa Pirro, i deputati Chiara Appendino e Antonino Iaria e la consigliera regionale Sarah Disabato (per il Movimento 5 Stelle); il vice capogruppo alla Camera dei Deputati, Marco Grimaldi e la consigliera regionale Alice Ravinale (per Avs) e i consiglieri regionali Gianna Pentenero e Alberto Avetta e il consigliere comunale Valentino Magazzù (per il Pd)
“Abbiamo già fatto un question time in aula e abbiamo chiesto di partire almeno dalle grandi multinazionali – ha riferito il deputato di Avs, Marco Grimaldi. La ministra Calderone ha detto che convocherà i sindacati. Speriamo faccia in fretta”. La consigliera regionale del Pd, Giovanna Pentenero ha aggiunto: “I dati sono preoccupanti e occorre un impegno trasversale: dal governo alle regioni, fino ai territori. Bisogna capire la trasformazione e individuare gli 
Rocco Zagaria