Solavagione al Consiglio generale USR. Piano Sanità piemontese: dialogo complesso ma positivo ma servono accorgimenti per renderlo efficace
Si è svolto nella mattinata di giovedì 6 novembre, presso l’hotel NH Torino Centro di Torino, il Consiglio generale della CISL Piemonte.
Hanno partecipato ai lavori il Segretario generale della CISL Luca Caretti, l’Assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e il Segretario confederale Cisl Ignazio Ganga. Presidente del Consiglio generale è stato scelto, all’unanimità dei presenti, Pierluigi Marengo, componente della Segreteria UST Cisl Cuneo. Al centro dei lavori, il nuovo Piano Socio-Sanitario della Regione.
Per la Cisl di Cuneo erano presenti in sala Enrico Solavagione Segretario generale CISL Cuneo, Tiziana Mascarello componente di Segreteria, Gerry Castelli responsabile dell’Ufficio Organizzativo, Ugo Brunetto vice Presidente Anolf Cuneo e numerosi Segretari di categoria cuneesi.
Dopo i saluti iniziali da parte di Massimiliano Campana, Segretario CISL Piemonte, è stata data la parola per la relazione introduttiva a Luca Caretti, Segretario generale CISL Piemonte.
Nella dichiarazione Luca Caretti ha dichiarato: “insieme a Cgil e Uil, abbiamo promosso l’apertura di cinque tavoli per affrontare altrettanti temi cruciali per la sanità piemontese come la rete ospedaliera, la gestione delle Rsa con l’assistenza domiciliare, la salute e sicurezza sul lavoro, lo sviluppo della medicina territoriale e, soprattutto, la questione del personale. Bisogna far partire al più presto questi tavoli per fornire risposte e linee guida alla sanità regionale di oggi e di domani”
La mattinata è poi proseguita con l’intervento dell’Assessore Federico Riboldi. Al termine, la parola è passata ai presenti per gli interventi.
È quindi intervenuto Enrico Solavagione, Segretario generale UST Cisl Cuneo, che ha dichiarato:
“Grazie per questa importante giornata, che ci permette di analizzare a fondo le nostre proposte, ambiziose nei confronti della Regione e del Piano Sanitario in particolare”.
Con queste parole si è iniziato l’intervento.
Solavagione ha poi proseguito: “il dialogo è complesso però devo riconoscere che l’Assessore si è dimostrato disponibile e questo è un segnale positivo a trovare quegli accorgimenti indispensabili per far funzionare l’intero piano sanitario regionale”.
Un richiamo al coraggio e alla coerenza non è mancato: “ci vuole coraggio, soprattutto in questo periodo storico, nel mantenere una posizione responsabile. Ma sono convinto che il tempo ci darà ragione.
Come Cisl – prosegue Solavagione, rivendichiamo anni di battaglie solitarie e difficili, i cui risultati cominciano oggi a emergere. Non stiamo facendo nulla di straordinario: stiamo semplicemente facendo ciò che un sindacato deve fare, restare apartitico e portare avanti le istanze delle persone che rappresenta”.
Tra i passaggi più significativi, il riferimento al rinnovo del contratto nazionale della Sanità pubblica e degli Enti Locali che sta vedendo una svolta per il ritorno di un dialogo: “oggi vediamo, fortunatamente, anche un’organizzazione come la UIL tornare a posizioni storicamente sindacali”.
Ampio spazio è stato dedicato all’analisi della Legge di Bilancio, che il Segretario Solavagione invita a valutare nel contesto storico in cui nasce: una legge gravata dal deficit, dal nuovo Patto di stabilità, dalle valutazioni delle agenzie di rating e dal peso del cosiddetto ‘bonus 110%’, un vero disastro sociale che incide per almeno 40 miliardi di euro.
Nonostante tutto la Cisl ha “portato a casa” importanti risultati. “Come Cisl, siamo riusciti a proporre con intelligenza, sagacia e tenacia le nostre rivendicazioni. Abbiamo chiesto che non vengano effettuati ulteriori tagli alla sanità, che negli ultimi decenni hanno già raggiunto i 30 miliardi di euro. In questa Legge le risorse aggiuntive ammontano a circa 7,5 miliardi e sono previste 6.300 assunzioni di infermieri e 1.000 medici. Inoltre la riduzione dell’IRPEF dal 35% al 33%, la defiscalizzazione del lavoro notturno e festivo, la detassazione della contrattazione di secondo livello (dal 5% all’1%), il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e numerose altre misure a sostegno del lavoro”.
Non sono mancate parole di richiesta di un’ulteriore sforzo in più sull’IRPEF per il ceto medio, quindi per i redditi fino a 60.000 euro. L’‘Opzione Donna’, così com’è strutturata, non funziona perché pochissime donne riescono a beneficiarne.
Altre rivendicazioni tra la defiscalizzazione della tredicesima mensilità, il rafforzamento della previdenza complementare e maggiori risorse per la legge 76 sulla partecipazione.
Come ultima battuta: “Solo continuando ad essere un sindacato credibile e serio, un sindacato che ha mantenuto costantemente negli anni la schiena dritta. meno chiacchiere e discussioni partitiche, più confronto su salari, pensioni e redditi”.
I lavori del Consiglio Generale Cisl Piemonte sono stati conclusi dal segretario confederale Cisl, Ignazio Ganga, che nel suo intervento ha parlato dei contenuti della legge di bilancio. Sulla sanità, tema al centro della riunione odierna, ha affermato: “Quando si parla di sanità bisogna superare le questioni economiche per analizzare anche i modelli organizzativi. Questo confronto sul piano socio sanitario regionale è un’occasione importante anche per suggellare un pezzo di un percorso che in questo territorio e in altri territori si sta facendo sul modello partecipativo della Cisl”.
Per uff. stampa Ust Cisl Cuneo _ Cristian Peirone
Categoria: Focus
