Il Sicet è contrario all’Iva sugli affitti dei canoni delle case popolari

venerdì 25 maggio 2018 / Focus
Da destra: il segretario regionale Sicet, Giovanni Baratta, con i segretari territoriali di Cuneo, Daniele Racca, Asti-Alessandria, Gianpaolo De Martini e l'operatore Roberto Capra
Da destra: il segretario regionale Sicet, Giovanni Baratta, con i segretari territoriali di Cuneo, Daniele Racca, Asti-Alessandria, Gianpaolo De Martini e l'operatore Roberto Capra

Il Sicet, il Sunia e l’Uniat, criticano fortemente l’applicazione del 10% dell’Iva sul canone di locazione delle case popolari.

 

La loro netta contrarietà deriva da numerose ragioni tra cui la convinzione che tale aumento sia illegittimo in quanto determina un’ulteriore mensilità annuale.

Inoltre il 10% dell’Iva non è stato applicato in tutte le Atc del Piemonte con discriminazioni nella stessa Atc, come sta avvenedo in quella del Piemonte Sud. A Cuneo è presente dal 2013, ad Asti viene applicata solo sui nuovi contratti, ad Alessandria è ancora in discussione la sua applicazone.

In seguito alla richiesta di convocazione dei rappresentanti sindacali,  nei giorni scorsi la II commissione della Consiglio Regionale ha riunito prima i sindacati degli inquilini e successivamente i presidenti delle Atc.

“Da questo incontro ci aspettiamo che emerga chiaramente la disparità di trattamento tra assegnatari piemontesi che sottostanno alla stessa normativa regionale – afferma il segretario del Sicet di Cuneo, Daniele Racca – ci auguriamo, nel contempo, un passo indietro sull’applicazione dell’Iva. Auspichiamo inoltre che vengano applicati i canoni come definiti dalla L.R. 3/2010 (relativa all’edilizia sociale)”

Sulla questione interviene anche il segretario regionale del Sicet, Giovanni Baratta “Quando era stata decisa l’applicazione dell’Iva erano scattati alcuni meccanismi per contenere questi aumenti. Purtroppo dopo tre anni erano stati cancellati unilateralmente senza coinvolgere le parti sociali.  Un attegiamento gravissimo che ha creato disparità, penalizzazioni e che, non escludiamo, apra la strada a contenzioni e ricorsi”

L’Atc, dal canto suo giustifica questi aumenti con il fatto che le maggiori somme incassate contribuiscono alle spese dedicate alla manutenzione degli immobili. Posizione che trova decisamente contrari i sindacati degli inquilini che in questa battaglia sono appoggiati dalle rispettive organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil.

Alfonso Territo

 

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