Sicet Cisl Cuneo firmatario del nuovo accordo per affitti calmierati: più tutele e canoni equi in tutta la provincia
Il 26 febbraio 2026 nella Sala Giunta del Comune di Cuneo è stato firmato il nuovo accordo territoriale provinciale per i canoni concordati. A differenza del precedente, che era comunale, questo accordo ha una valenza provinciale.
Un nuovo accordo territoriale per gli affitti a canone concordato, sottoscritto dalle principali associazioni degli inquilini e della proprietà edilizia.
Tra i firmatari Davide Riberi e Daniele Racca rispettivamente Segretario generale e Segretario aggiunto del Sindacato Sicet Cisl Cuneo.
Oltre alla sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, 15 organizzazioni rappresentative accreditate a livello nazionale, arriva a quasi sei anni dal precedente (14 maggio 2019) e punta a rilanciare il canone concordato, favorendone la diffusione e incentivando la rimessa sul mercato degli alloggi sfitti.
Ne abbiamo parlato per approfondirne le principali novità introdotte per inquilini, proprietari e per l’intero mercato degli affitti sul territorio provinciale con Daniele Racca.
Quali sono i principali vantaggi concreti che questo nuovo accordo porterà agli inquilini rispetto al precedente del 2019? Il principale vantaggio è l’introduzione di un sistema più equo, trasparente e uniforme su tutto il territorio provinciale. Rispetto al 2019, oggi abbiamo un impianto unico che si applica non solo a Cuneo, ma anche agli altri comuni principali e minori della provincia. Inoltre, il nuovo meccanismo di calcolo del canone è più oggettivo e riduce la discrezionalità, garantendo maggiore tutela agli inquilini, che in passato si trovavano spesso a dover accettare condizioni imposte dal proprietario.
In che modo le nuove fasce di canone renderanno più accessibile il mercato degli affitti a Cuneo per le famiglie e i giovani? Le nuove fasce (minima, media e massima) rendono il canone più aderente alle caratteristiche reali dell’immobile. L’introduzione della fascia media, in particolare, elimina la precedente “forbice” di contrattazione e porta a una determinazione più oggettiva del prezzo. Questo contribuisce a calmierare i canoni e a renderli più sostenibili, soprattutto per famiglie e giovani, che oggi devono affrontare anche un aumento significativo delle spese accessorie come utenze e costi condominiali.
Uno degli obiettivi è rimettere sul mercato gli alloggi sfitti: qual è la causa di alloggi sfitti?
Gli alloggi sfitti derivano principalmente da una combinazione di fattori: da un lato una forte domanda abitativa, dall’altro le preoccupazioni dei proprietari, in particolare legate al rischio di morosità. A questo si aggiunge il fatto che i canoni, fino ad oggi, non erano aggiornati rispetto al mercato, soprattutto dopo gli effetti della pandemia. Il nuovo accordo punta a ridurre queste criticità, incentivando i proprietari a rimettere sul mercato gli immobili anche grazie a importanti agevolazioni fiscali.
Qual è il ruolo del sindacato degli inquilini Sicet nell’aiutare le persone nella stipula dei contratti? E quali sono gli altri aiuti che offre?
Il Sicet svolge un ruolo fondamentale di assistenza e tutela. Supporta le persone nella stipula dei contratti, ma anche nella gestione di tutte le pratiche successive, come proroghe, risoluzioni e adempimenti fiscali. Offre assistenza nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, ATC e con i comuni, e interviene in caso di contenziosi con i proprietari. Più in generale, rappresenta un punto di riferimento quotidiano per chi ha difficoltà o ha bisogno di orientamento nel mercato della locazione sia pubblica che privata.
Il canone concordato è importante per aiutare le persone più fragili?
Il canone concordato è uno strumento fondamentale non solo per le fasce più fragili, ma anche per quella “fascia grigia” di famiglie che non riescono a sostenere i prezzi del libero mercato nel lungo periodo. Permette di accedere ad affitti più sostenibili e di evitare situazioni di difficoltà economica nel tempo. Per i casi più complessi esistono altre misure, come l’edilizia popolare, ma il canone concordato rappresenta una risposta concreta per chi rischia di rimanere escluso da entrambe le soluzioni. Recentemente il Sicet ha partecipato ad un percorso, organizzato dal Comune di Cuneo chiamato “stati generali dell’abitare”, nel quale vi è stata una consultazione per costruire insieme una strategia condivisa per un sistema integrato di risposte alla questione abitativa.
Il canone concordato, introdotto dalla legge 431/1998, rappresenta oggi uno strumento importante per favorire l’equilibrio tra domanda e offerta nel mercato delle locazioni. Grazie alla possibilità di stipulare contratti a durata agevolata (dal classico 3+2 fino a formule più estese come il 6+2) consente di applicare canoni generalmente inferiori rispetto a quelli di mercato. Questo si traduce, per gli inquilini, in affitti più accessibili e nella possibilità di beneficiare di specifiche agevolazioni fiscali; allo stesso tempo, i proprietari possono usufruire di riduzioni su IRPEF, IMU e imposta di registro, a condizione che vengano rispettati i parametri definiti dagli accordi territoriali. Una soluzione, quindi, che continua a rappresentare un punto di incontro concreto tra esigenze abitative e sostenibilità economica.
Uff. Stampa Cisl Cuneo _ Cristian Peirone
