Ente bilaterali: un sistema per tutelare i lavoratori e lavoratrici dell’artigianato. Se ne è parlato al Consiglio generale Fai Cisl Piemonte

martedì 5 Maggio 2026 / Focus

Che cos’è bilateralità piemontese? rappresenta una vera tutela per i lavoratori? La risposta è stata data durante il Consiglio generale della Fai Cisl Piemonte, svoltosi questa mattina a Torino. Una mattinata di approfondimento su la bilateralità fondamentale per garantire diritti, servizi e prospettive di crescita soprattutto nelle piccole e medie imprese.

Al tavolo della presidenza: Emilio Capacchione Segretario generale Fai Piemonte, Antonio Castellucci reggente Fai nazionale, Luca Caretti e Massimiliano Campana rispettivamente Segretario generale e Segretario organizzativo della Cisl Piemonte. Presidente del Consiglio generale Antonio Bastardi Segretario generale Fai Cuneo

Presente in sala Enrico Solavagione Segretario generale Cisl Cuneo a rappresentare il territorio cuneese.

Nel settore agricolo e agroalimentare, la bilateralità, sostenuta anche dalla Fai Cisl, svolge un ruolo importante: offre prestazioni integrative, servizi di welfare e opportunità formative che vanno oltre il contratto nazionale. È proprio attraverso questo sistema che si riesce a garantire una retribuzione più tutelata e condizioni di lavoro più eque.

Il confronto della mattinata si è concentrato in particolare sulle differenze e le analogie tra bilateralità nell’artigianato e quella in agricoltura. Due mondi diversi, ma accomunati da un obiettivo: sostenere lavoratori spesso impiegati in realtà di piccole dimensioni.

Gli enti bilaterali, soprattutto nell’artigianato, hanno una natura paritetica: sono organismi costituiti direttamente durante la contrattazione. Al loro interno, la rappresentanza è equilibrata tra sindacati e imprese, rendendo il confronto continuo e strutturato. Senza il sindacato, questi enti semplicemente non esisterebbero: sono infatti il frutto di accordi condivisi.

La partecipazione dei lavoratori è un elemento centrale. Non si tratta solo di formazione o sicurezza, ma di un vero spazio di confronto per costruire politiche di sviluppo e crescita. In particolare nelle piccole aziende, la bilateralità diventa uno strumento essenziale per dare voce ai lavoratori.

Un esempio concreto è rappresentato da Ara Piemonte, associazione di secondo livello che riunisce la Cisl Piemonte e sette realtà della contrattazione artigiana. Tra i suoi compiti principali c’è la gestione di un fondo – istituito nel 1988 – che finanzia la rappresentanza sindacale territoriale.

Ara Piemonte coordina inoltre un gruppo di 17 operatori a tempo pieno, tra cui 12 RLST (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale) di cui due operanti nel territorio cuneese: Ugo Brunetto e Gerlando Castelli, referenti di bacino e figure di coordinamento. Un lavoro che si traduce in presenza concreta sui territori, in collaborazione con le strutture sindacali locali, per offrire supporto e progettualità condivise.

Dal dibattito emerge con forza un messaggio: non basta presidiare i tavoli delle grandi aziende.

Campana Massimiliano: “è fondamentale tutelare i lavoratori delle piccole realtà, spesso l’anello più debole sia nell’artigianato che in agricoltura. La bilateralità piemontese, in questo senso, non è solo un modello organizzativo, ma una leva strategica per estendere diritti, rafforzare la rappresentanza e costruire un sistema più equo. Un sistema in cui la collaborazione tra sindacati e imprese diventa uno strumento concreto di tutela e sviluppo”.

A margine dell’iniziativa Enrico Solavagione ha dichiarato: “ringrazio la Fai Cisl regionale per averci invitato e per aver organizzato questa giornata, un momento importante per comprendere le potenzialità della bilateralità: la bilateralità nell’artigianato, nell’edilizia, nel commercio, nel terziario, in tutti quei settori dove, quando è presente, offre un supporto significativo, soprattutto a quelle categorie di lavoratori meno tutelate e meno coperte. Si tratta, in particolare, di uno strumento, di un patto tra imprenditori e lavoratori che risulta utile a entrambi. Ecco perché per noi è sempre stato importante promuovere la bilateralità e renderla davvero efficace”.

La chiusura è stata affidata a Antonio Castellucci il quale ha dichiarato: “è una giornata importante di formazione: parliamo di bilateralità, ma soprattutto mettiamo al centro, come esempio, la persona, l’iscritta, attraverso ciò che la bilateralità può offrire. Parliamo di tutele, di opportunità, ma anche di prestazioni non solo per il lavoratore, ma anche per le famiglie. Per noi questo è importante, ma è soprattutto necessario insistere su questo punto perché, come ha sempre fatto, mettere al centro la persona significa mettere al centro anche il buon lavoro”.

Durante la mattinata è intervenuto Luca Caretti: “una giornata importante: ragioniamo di bilateralità. La bilateralità è uno strumento fondamentale per rispondere ai problemi concreti, soprattutto delle persone che lavorano nelle piccole aziende, nelle piccole realtà dove non c’è la possibilità di rappresentarle. Attraverso la bilateralità, a livello piemontese, parliamo a circa 30.000 lavoratori di temi come la sicurezza sul lavoro e la contrattazione, temi dei quali da soli non sarebbero in grado di parlare. È quindi uno strumento fondamentale per raggiungere le persone all’esterno e, all’interno della Cisl piemontese, è altrettanto importante perché significa operare in modo federale. Attraverso la bilateralità mettiamo insieme diverse associazioni, coinvolgiamo anche i pensionati e l’USR, per potenziare il sistema dei servizi regionali attraverso il finanziamento dell’accoglienza”.

 

 

Uff. Stampa Ust Cisl Cuneo _ Cristian Peirone

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