Enrico Solavagione: i primi cento giorni da segretario generale della Cisl cuneese in piena emergenza coronavirus. “Il nostro lavoro di squadra è stato fondamentale”

venerdì 29 maggio 2020 / Attualità
L'intervento di Enrico Solavagione dopo l'elezione a segretario generale della Cisl di Cuneo
L'intervento di Enrico Solavagione dopo l'elezione a segretario generale della Cisl di Cuneo

 

Enrico Solavagione è stato eletto segretario generale della Cisl di Cuneo il 14 febbraio. In quei giorni si parlava già dell’epidemia che stava colpendo la Cina  ma sembrava una questione circostanziata come altre epidemie degli anni precedenti (colpevolmente sottovalutate). In pochi giorni la questione precipita sino ad arrivare al 21 febbraio con il primo caso a Codogno che rappresenta l’inizio di una pandemia globale che ha stravolto la vita di tutta la popolazione del pianeta e che non è ancora stata risolta.

Parliamo con il neo segretario generale partendo proprio da questa imprevedibile situazione creata dalla pandemia che ha rappresentato la prima questione sul tavolo della segreteria appena eletta

Sicuramente non siamo stati molto fortunati – afferma Solavagione – pochi giorni dopo la nostra elezione (insieme a Solavagione il consiglio generale ha eletto nella segreteria Francesco Gazzola e Tiziana Mascarello – ndr) siamo piombati in una crisi sanitaria, sociale ed economica pesantissima. Nonostante tutto, grazie all’esperienza accumulata in tanti anni di attività sindacale e facendo squadra con Tiziana e Francesco siamo riusciti a far superare positivamente questo periodo a tutta la Cisl di Cuneo soprattutto ai lavoratori, agli iscritti ed ai cittadini della nostra provincia. Ovviamente è stata fondamentale la collaborazione di tutte le categorie che hanno dato il loro prezioso contributo per fronteggiare questa situazione che non ha precedenti.  Il nostro impegno è stato quello di far sì che tutte queste persone non si sentissero sole in un momento così difficile; per questo motivo tutte le nostre sedi con i nostri servizi sono rimaste sempre aperte.                                                                                            Cento giorni sono pochi ma abbiamo voluto far capire a tutta la nostra organizzazione che non c’è mai un solo uomo al comando ma che si superano tutti gli ostacoli solo se esiste un gruppo coeso come quello creatosi nella segreteria che ha la consapevolezza dell’importanza del lavoro svolto insieme.

Dopo aver retto dignitosamente la prima fase dell’emergenza, l’Italia sembra avere difficoltà a sostenere la fase 2. Ai molti annunci del Presidente del Consiglio sono seguiti pochi fatti concreti come ad esempio il problema degli ammortizzatori sociali che molti lavoratori attendono invano

Nessuno ha la bacchetta magica tanto meno per risolvere una simile situazione. Il governo ha recepito alcune nostre proposte anche se non si può parlare di una vera concertazione ma di semplici incontri informativi. Come succede spesso i provvedimenti vengono modificati e ritardati da una burocrazia onnipresente. Quindi buona l’estensione degli ammortizzatori a categorie come colf e badanti che è stata una delle nostre proposte, buona l’estensione del periodo della cassa integrazione però è mancato il risvolto concreto dei provvedimenti per cui i soldi, l’elemento più importante, tardano ad arrivare. Come ho detto inizialmente è stato fatto un buon lavoro ma per quanto ci riguarda non è sufficiente sia in termini di copertura economiche, sia in termini di rivisitazione degli ammortizzatori sociali. Penso ad esempio alla necessità di accorpare il reddito di emergenza con quello di cittadinanza per evitare inutili accavallamenti che creano intoppi e ritardi ingiustificabili.

La situazione provinciale è migliore di quella nazionale?

Purtroppo non ci sono molte differenze. Anche qui i soldi tardano ad arrivare creando quella percezione che le cose non siano state fatte in modo soddisfacente. Per quanto ci riguarda abbiamo promosso incontri con il prefetto e con le controparti mettendo sempre come prima questione la riapertura delle aziende solo dopo la garanzia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori proseguendo poi con la necessità di supportarli anche dal punto di vista economico con il celere pagamento degli ammortizzatori sociali.

Approfitto di questa tua affermazione in merito alla salute e sicurezza dei lavoratori per ricordare il protocollo condiviso per il contenimento del contagio e della diffusione del Covid 19” nato dall’accordo tra le parti sociali su spinta del governo. Non ti pare che questi importanti provvedimenti abbiano fatto emergere delle incongruenza o delle omissioni sull’applicazione del testo unico sulla sicurezza del 2008?

Sono perfettamente d’accordo con te. Il D.Lgs 81/08 era ed è un ottimo strumento per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Purtroppo parte dei suoi contenuti sono rimasti sulla carta ed in questo momento emergono tutte quelle lacune di un documento che doveva essere applicato innanzitutto, migliorato, aggiornato.  È necessaria però un’altra osservazione il protocollo condiviso di cui parli è un altro ottimo documento ma mancano in partenza degli aspetti applicativi  che hanno alla base un’insufficienza concreta. Mi riferisco, ad esempio alle mascherine da utilizzare in azienda (e non solo). Ottimo il provvedimento quanto inspiegabile che sul mercato questo tipo di dispositivo di protezione sia ancora insufficiente alle richieste.

Sicuramente il personale della sanità, medici ed infermieri in primis, ha rappresentato l’unico argine a questa emergenza sanitaria che ha colto tutti completamente impreparati

Certo. Un impegno svolto tra mille difficoltà per una deficienza strutturale del sistema sanitario dovuto ad un taglio di 37 miliardi di euro in dieci anni di cui sono complici tutti i governi che si sono susseguiti in quel periodo. L’efficienza e la qualità del sistema sanitario devono essere al primo posto nelle priorità di tutti i governi: ma per migliorarlo e non il contrario. La Cisl ha sempre denunciato i tagli indiscriminati perpetuati negli anni passati. Ora il governo definisce gli infermieri ed i medici come “i nostri eroi” ma tarda a dare loro un giusto riconoscimento economico che noi continuiamo a chiedere. A livello territoriale il forte impegno del personale sanitario è riuscito a fronteggiare adeguatamente la crisi. Nelle Rsa (residenze sanitarie assistite) i contagi sono stati contenuti grazie, anche in questo caso, a protocolli condivisi in cui abbiamo dato il nostro sostanziale apporto.

Per molti anni sei stato segretario  generale della Fisascat d Cuneo, una categoria che raggruppa i servizi del terziario e del commercio. Probabilmente i settori più colpiti dai contraccolpi economici ed occupazionali di questa grave pandemia

Oltre duemila aziende del terziario presenti sul territorio sono ricorse agli ammortizzatori sociali, in particolare cassa integrazione in deroga. Per tornare a ciò che ho detto poc’anzi, molti lavoratori devono ancora percepire quanto dovuto. Purtroppo, anche in questo caso, lo scontro preminentemente politico tra governo e regioni crea forti difficoltà ai beneficiari dei vari provvedimenti. Il commercio è sicuramente il settore più colpito da questa crisi a scapito dei lavoratori che purtroppo sono meno tutelati rispetto ad altre categorie. Anche in questo caso siamo riusciti a costituire dei comitati per la salute e la sicurezza che impongono dei precisi provvedimenti per tutelare anche i lavoratori di aziende dove il sindacato non è presente. Un’altra categoria che ha subito contraccolpi durissimi è quella dell’edilizia con circa oltre il 90% delle aziende colpite.

Altro settore fortemente colpito è quello agricolo, in particolare per quanto riguarda la raccolta della frutta. La questione sta emergendo con forza nel saluzzese dove e’ stato schierato l’esercito per regolare l’arrivo di lavoratori extracomunitari.

Come affermavo prima, questa crisi ha evidenziato  emergenze già presenti negli anni passati ed accentuate dagli effetti disastrosi di questa pandemia. I provvedimenti degli anni precedenti non sono attuabili con la situazione in atto. Anche in questo caso, attraverso incontri con enti, istituzioni e controparti abbiamo redatto dei protocolli specifici per cercare almeno di attenuare le difficoltà  che sono emerse. Non dimentichiamo il problema è ulteriormente complicato dalle limitazioni relative alla determinante presenza dei migranti. La sanatoria appena approvata dal governo e di cui si sta occupando il nostro servizio Anolf , trova diverse difficoltà nell’applicazione pratica tanto che in questura non hanno ancora delle indicazioni precise per la sua applicazione.

Alfonso Territo

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