Crisi Mahle: in forse l’occupazione di 450 dipendenti per la chiusura degli stabilimenti di La Loggia e di Saluzzo

giovedì 24 ottobre 2019 / territori
Lo stabilimento Mahle di Saluzzo

Un’altra pesante tegola si abbatte sull’occupazione piemontese colpendo anche il cuneese: il gruppo Mahle, specializzato nella produzione di pistoni per veicoli, ha comunicato l’intenzione di chiudere definitivamente gli stabilimenti di Saluzzo (CN) e La Loggia (TO) mettendo in forse l’occupazione di oltre 450 lavoratori.

La decisione ufficiale è giunta come una doccia fredda con un comunicato della multinazionale. In esso si sottolineava che la decisione “si è resa necessaria a causa della sempre più difficile situazione di mercato a livello globale, che sta conducendo ad un ulteriore declino negli ordinativi, dopo che per oltre un decennio i due siti hanno sofferto di una continua contrazione delle vendite e della conseguente situazione economica negativa e ci si attende purtroppo che questa situazione deteriori ulteriormente a causa della mutata direzione strategica delle case automobilistiche europee”.

A questo si aggiunge la forte riduzione della produzione di veicoli diesel che ha superato il 20% di flessione.

Al documento è seguito l’incontro tra dirigenza del gruppo tedesco e rappresentanti sindacali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic riuniti presso l’Amma di Torino. I dirigenti Mahle sono stati irremovibili sulla loro decisione di cessare la produzione in Italia per trasferirla in Polonia ed in Turchia.

Dalle premesse, si prevede una lunga vertenza per questa crisi tutt’altro che semplice In concomitanza con l’incontro in oggetto si è svolto uno sciopero di otto ore presso i due stabilimenti menzionati mentre un folto gruppo di lavoratori si è riunito con un presidio davanti all’edificio dell’Unione Industriale di torinese. Oggi sono iniziate le assemblee con i lavoratori nei due stabilimenti.

A Saluzzo, la crisi della Mahle è particolarmente sentita non solo dai lavoratori ma anche dalla cittadinanza. Qui, infatti, lo stabilimento è ancora chiamato con il vecchio nome, Mondial Piston, la storica fabbrica che ha dato il lavoro a centinaia di saluzzesi ed abitanti delle vallate circostanti prima di essere assorbita dalla Mahle.

Proprio per questo domani una delegazione delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori parteciperà ad un incontro organizzato dal sindaco. Mauro Calderoni.

Anche il primo cittadino ha espresso un giudizio negativo nei confronti dei dirigenti Mahle che solo pochi mesi fa avevano garantito la produzione nello stabilimento saluzzese almeno per alcuni anni.

Alfonso Territo

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