La leader Cisl Fumarola: «Questo risultato non è un punto d’arrivo, ma un mandato a costruire un sindacato sempre più forte, libero, concreto, determinato».
Crescono gli iscritti alla Cisl. Un aumento che conferma il trend positivo registrato nell’ultimo quinquennio e che vede la sua forza trainante nella componente dei lavoratori attivi. E, in particolare tra i giovani, i lavoratori stranieri e in quei settori più dinamici e attraversati da radicali trasformazioni come l’edilizia, il terziario e i servizi. Segnali che attestano non solo le capacità organizzative della Confederazione di Via Po, ma soprattutto le sue attitudini ad intercettare i cambiamenti del mercato del lavoro e ad avanzare proposte adeguate ai nuovi bisogni che da essi derivano.
E’ questa, in sintesi, la considerazione che emerge dalla lettura dei dati del Tesseramento Cisl 2025.

A conti fatti, oggi la componente dei lavoratori attivi rappresenta il 61,88% del totale degli associati, una quota che continua ad aumentare negli anni e che rappresenta il cuore politico del risultato. «Significa che la nostra strategia contrattuale e di rappresentanza è giusta, che il radicamento nei luoghi di lavoro funziona e che un sindacato autonomo, riformista, pragmatico, è riconosciuto come utile e i lavoratori ci scelgono per questo», commenta la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola.
Un dato particolarmente significativo attiene all’età dei nuovi tesserati. Nel quinquennio la crescita di quasi 214.000 iscritti attivi è composta per il 23,61% da lavoratori con meno di 30 anni e per il 30,55% da lavoratori con meno di 35 anni. «Significa che la Cisl è un sindacato giovane. Che intercetta nuove generazioni, che entra nei percorsi professionali fin dall’inizio, che sa parlare anche a chi vive condizioni di precarietà o transizione», aggiunge la leader di Via Po.
Un altro elemento importante riguarda i lavoratori stranieri. Nel 2025 gli iscritti nati fuori dall’Italia sono 465.558 e rappresentano il 12,74% del totale degli associati. Tra i lavoratori attivi sono 424.760, pari al 18,75%, a riprova di un’organizzazione sindacale sempre più multietnica e multiculturale.
Per quanto riguarda gli aspetti di genere, il 48,19% degli iscritti alla Cisl sono donne ed il 51,81% sono uomini. Dato che si inverte nella federazione dei pensionati, dove la quota femminile raggiunge il 54,53%. Un dato che va letto dentro le dinamiche demografiche e anagrafiche del Paese, e che incide anche sul dato specifico del tesseramento della Fnp, a quota 1.597.001 associati, in calo dello 0,99% rispetto al 2024. «Ma anche qui la Cislmantiene una base solida, ampia, radicata, che continua a rappresentare un presidio sociale fondamentale nei territori», sottolinea Fumarola.
Colpisce anche il dato relativo agli associati che hanno beneficiato di una prestazione di disoccupazione Inps: 218.019 persone, pari al 9,62% dei lavoratori attivi. A riprova di quanto il sistema dei servizi e la rete di tutela individuale siano parte integrante dellaforza associativa della Cisl.
Un risultato di squadra, come tiene a rimarcare la Segretaria Generale, che incoraggia a guardare avanti. «Ora il compito è non fermarsi, ponendoci in una logica di ulteriore crescita organizzativa, per essere sempre più capaci di dare risposte efficaci ai lavoratori e ai pensionati, allargando il nostro perimetro della rappresentanza. I 42.005 attivi in più, per noi, non sono un punto di arrivo. Sono un mandato a fare meglio. A essere ancora più vicini. A costruire un sindacato sempre più forte, libero, concreto, determinato. Con la consapevolezza – concludeFumarola – che rappresentare il lavoro, oggi, è la forma più alta di responsabilità democratica che possiamo esercitare per i nostri associati e per il Paese».
Ufficio Stampa Cisl nazionale