Il Consiglio regionale di Confcooperative Piemonte, riunito alla Casa della Cooperazione di Torino con la partecipazione del segretario generale di CISL Piemonte Luca Caretti, rilancia la necessità di un tavolo regionale permanente tra istituzioni, imprese, lavoro, università e corpi intermedi per costruire una visione comune sul futuro del territorio

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto importante alla luce della stagione assembleare appena conclusa da Confcooperative Piemonte e del dialogo avviato con CISL Piemonte, anche a seguito della festa della CISL “Un’idea di futuro”, alla quale aveva preso parte il presidente regionale di Confcooperative Piemonte, Tino Cornaglia.
Al centro della discussione, la necessità di costruire un progetto condiviso di sviluppo regionale, capace di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, rappresentanze del mondo imprenditoriale, organizzazioni sindacali, università, forze sociali e politica. Una proposta che nasce dalla consapevolezza che le grandi trasformazioni che attraversano il Piemonte non possono più essere affrontate soltanto attraverso risposte settoriali o emergenziali.
“È arrivato il momento di alzare il livello del confronto – ha dichiarato Luca Caretti, segretario generale di CISL Piemonte –. Torino e il Piemonte hanno vissuto e stanno vivendo crisi importanti in settori decisivi. Finora, davanti ai problemi più complessi che hanno riguardato imprese e lavoratori, spesso ci si è seduti a tavoli diversi. Oggi, invece, dobbiamo avere il coraggio di sederci insieme”.

Una linea condivisa da Confcooperative Piemonte, che rivendica il ruolo della cooperazione come soggetto economico e sociale in grado di portare al confronto regionale un punto di vista radicato nei territori, nelle comunità e nei servizi essenziali.
“Le nostre imprese hanno un ruolo insostituibile – ha sottolineato Tino Cornaglia, presidente di Confcooperative Piemonte –. La cooperazione vive ogni giorno dentro i territori, conosce i bisogni delle persone, delle comunità e delle filiere produttive. Per questo possiamo e dobbiamo dire la nostra su un progetto di sviluppo del Piemonte per i prossimi anni”.
Secondo Cornaglia, la costruzione di un tavolo condiviso rappresenta un passaggio necessario, a condizione che sia orientato a risultati concreti. “È importante coinvolgere tutti i soggetti che possono contribuire a una visione comune, a partire dalle università. Credo che anche la politica abbia bisogno di interlocutori capaci di affiancarla, non per sostituirsi alle sue responsabilità, ma per aiutarla a tenere insieme letture diverse, competenze e priorità. Dobbiamo chiederci come indirizzare le risorse verso scelte che producano valore, lavoro, coesione e sviluppo per il territorio”.

Confcooperative Piemonte e CISL Piemonte condividono dunque la necessità di aprire una nuova stagione di responsabilità collettiva. Il Piemonte ha bisogno di una visione che sappia tenere insieme impresa e lavoro, crescita economica e giustizia sociale, innovazione e welfare, competitività e coesione territoriale.
Le sfide dei prossimi anni richiedono un sistema regionale maturo, in cui corpi intermedi, rappresentanze sociali, mondo produttivo e istituzioni collaborino alla costruzione di un progetto comune.