Concluso a Torino, alla presenza dei segretari regionale e nazionale Cisl, Caretti e Rossi, dell’assessore regionale alla Sanità, Riboldi, e del presidente Uncem, Colombero, il percorso formativo in 5 moduli della Cisl Piemonte dal titolo: ”Azioni e strumenti per la partecipazione, la promozione e lo sviluppo delle politiche sociali e della contrattazione sociale territoriale”
Si è concluso martedì 13 gennaio al Best Western Hotel Genio di Torino il corso di formazione della Cisl Piemonte sulla contrattazione sociale dal titolo ”Azioni e strumenti per la partecipazione, la promozione e lo sviluppo delle politiche sociali e della contrattazione sociale territoriale”. Il percorso formativo di 5 moduli, iniziato a ottobre 2025 con la regia dei formatori nazionale e regionale Cisl, Natale Madeo e Monica Cat Genova, ha coinvolto 28 corsisti provenienti dalle 4 Ust territoriali e dalle 4 Federazioni regionali Fnp, Fp, Medici e Fisascat. Nella giornata conclusiva, introdotta dal segretario generale Cisl Piemonte, Luca Caretti, e conclusa dal segretario confederale Cisl, Sauro Rossi, si è svolta la tavola rotonda “La contrattazione sociale: verso un futuro sostenibile” con la partecipazione dell’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, del presidente Uncem Piemonte, Roberto Colombero, e dei segretari generali regionali di Fnp, Fp, Medici e Fisascat, Alessio Ferraris, Sergio Melis, Alberto Fabris e Cristiano Montagnini. Presenti alla giornata conclusiva anche i segretari generali delle Ust territoriali.
Nella relazione introduttiva il segretario generale Cisl Piemonte Luca Caretti ha sottolineato l’importanza della formazione come leva strategica dell’azione sindacale: “Da sempre la formazione è un elemento fondamentale per la CISL perché qualifica il nostro fare. Negli incontri con le controparti non basta dire no, bisogna fare controproposte e solo conoscere e prepararsi ci permette di contrattare in modo proficuo, avanzando idee coerenti con il contesto in cui viviamo. Contrattare significa rappresentare i nostri iscritti, mediare per raggiungere risultati concreti, favorire il coinvolgimento e la partecipazione per non lasciare indietro nessuno. Il nostro oviettivo è un welfare di qualità che renda i territori attrattivi per far ripartire la crescita in un periodo in cui settori trainanti per il Piemonte come l’acciaio sono in crisi”.
La tavola rotonda è stata aperta da Roberto Colombero, presidente Uncem Piemonte, che ha evidenziato come ci sia sintonia totale nei temi: “Noi rappresentiamo i piccoli comuni montani e riteniamo che la contrattazione sociale e territoriale sia lo strumento per un nuovo percorso di sviluppo, perché la qualità della vita dipende dalla qualità del welfare e il punto cruciale sono le esigenze di giovani e anziani. Quando si parla di pari opportunità non ci si riferisce solo alla questione di genere, ma anche alla giustizia sociale”.
Nel suo intervento l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha colto l’invito della CISL ad aprire un confronto sui prossimi passi da compiere per l’attuazione del piano socio-sanitario, suggerendo anche il coinvolgimento dell’Assessorato alle politiche sociali: “Il piano vede una forte integrazione tra sanità e sociale. Ci sono nazioni nel mondo che vedono la sanità disgiunta dal sociale: il rischio in quello scenario è che la cura delle persone diventi soltanto impresa, e che ci si concentri solo su ciò che è redditizio, a discapito dell’appropriatezza. Proprio per questo insistiamo nell’integrazione tra questi due settori, convinti che una sanità che guarda al sociale convenga a tutti, a chi è in difficoltà così come a chi è più abbiente”.
Il contributo del segretario generale Fnp Piemonte Alessio Ferraris si è concentrato su due temi importanti per i pensionati: le Residenze Sanitarie Assistenziali e l’invecchiamento attivo: “Per quanto riguarda le RSA, oltre a richiedere nuove risorse economiche, proponiamo nuovi modelli organizzativi, che comportino ad esempio una maggiore apertura al territorio, arrivando all’erogazione di servizi anche per chi non vi risiede”. Sull’invecchiamento attivo, riferendosi in particolare alla Legge Regionale, Ferraris ha fatto parlare i numeri: “Nell’ultimo bando, 63 enti pubblici hanno presentato progetti valutati positivamente, ma solo 20 hanno ricevuto un finanziamento. Tra le associazioni, 134 progetti presentati e solo 58 finanziati. È evidente che servano più risorse”.
Il segretario generale Cisl Medici Piemonte Alberto Fabris ha tracciato un quadro molto esauriente degli effetti di molti anni di tagli operati prima della pandemia: “La sanità oggi è un settore in grave difficoltà. Uno dei problemi principali è la scarsa attrattività e prestigio sociale delle professioni sanitarie, che rischia di innestare una fuga verso il privato. Un dato su tutti per spiegare questa deriva: le 22 mila aggressioni in un anno verso il personale sanitario, un terzo delle quali non soltanto verbali. Nel solco del Patto Sociale proposto dalla CISL, deve innestarsi anche un Patto per la Salute”.
Il segretario generale Fp Piemonte Sergio Melis ha ribadito l’importanza della contrattazione come strumento di rappresentanza e ha sottolineato due priorità: “Dobbiamo lavorare su due fronti. Da una parte occorre migliorare la telemedicina e favorire all’accesso ai servizi, ottimizzando le risorse per investimenti in tecnologia e infrastrutture. Dall’altro è necessario valorizzare maggiormente il personale con contratti più attrattivi, stabilizzazioni e formazione adeguata. Chiediamo alla Regione uno stop ai contratti pirata che sono scarsi a livello economico e di tutele. Bisognerebbe accreditare solo le strutture che applicano i contratti firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative”.
Il segretario generale Fisascat Piemonte Cristiano Montagnini ha osservato come in Italia manchi una riforma vera del sistema socio-sanitario e ha evidenziato che nella riorganizzazione deve essere data massima attenzione al tema della domiciliarità: “Fino a dieci anni fa l’assistenza domiciliare funzionava meglio di oggi, sia come capillarità sul territorio che come tempo dedicato a ogni paziente. Oggi i servizi sono sporadici, dobbiamo ritornare a interventi quotidiani.”
Nelle conclusioni il segretario confederale Cisl Sauro Rossi ha dimostrato apprezzamento per il percorso formativo promosso dalla Cisl Piemonte: “Dobbiamo rinvigorire la nostra azione sul territorio, consolidando le relazioni e dando sostenibilità sociale, che si intreccia a quella economica e a quella ecologica. La Cisl è riconosciuta e apprezzata se sa leggere i contesti e fare rete. E’ sempre più difficile fare contrattazione, lo vediamo anche dal nostro Osservatorio che raccoglie circa 13 mila accordi, ma con un forte rallentamento negli ultimi anni. Le amministrazioni seguono ormai la logica della disintermediazione perchè si sentono investite dalla preferenza popolare e non reputano più necessario il dialogo con chi ha un ruolo di rappresentanza sociale. Per recuperare un protagonismo attivo è indispensabile allora affiancare ai sindacalisti staff adeguati, in grado di approfondire la materia e fornire gli strumenti per rendere l’azione più efficace. Investire su queste figure diventa un vero valore aggiunto per tutta l’organizzazione”.
Paolo Arnolfo e Stefania Uberti

