La Cisl ritiene importante aprire immediatamente un confronto con il presidente Cirio e l’assessore Tronzano su un tema così importante e sensibile come l’aumento dell’addizionale regionale Irpef che coinvolge milioni fra lavoratori dipendenti e pensionati piemontesi. Stiamo parlando di una scelta che, se approvata, si riverserebbe esclusivamente sul ceto medio, quello che sta proprio nelle fasce tra i 15-28 mila euro e tra i 28-50 mila euro. Inoltre, si tratterebbe di un aumento iniquo perché, in barba al principio costituzionale della progressività, il provvedimento escluderebbe i redditi alti (superiori ai 50 mila euro) che sono già al massimo come aliquota. La decisione della Giunta regionale si configurerebbe quindi come una piccola patrimoniale per due anni sui redditi medio-bassi, una sorta di anticipo sulle tasse da ammortizzare negli anni a venire. Per noi è importante capire quindi con precisione queste risorse dove andranno indirizzate e soprattutto quali garanzie, oltre alle promesse e agli impegni, la Giunta Regionale è in grado di offrire per arrivare alla riduzione nel 2028. Come dire: intanto si paga e poi si vedrà”. Questo il commento del segretario generale Cisl Piemonte, Luca Caretti, sulla proposta di aumentare l’addizionale regionale Irpef da parte della Giunta Cirio.
Caretti (Cisl Piemonte) su aumento Addizionale regionale Irpef: “Provvedimento iniquo”
Cisl Piemontevenerdì 25 Luglio 2025 / Focus
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