Caso Solvay, se non passa l’aumento di produzione di C6O4 l’azienda potrebbe andare in Francia

venerdì 24 luglio 2020 / Focus
Solvay Spinetta Marengo
Solvay Spinetta Marengo

I segretari Femca e Cisl, Marengo e e Ciani: “Non dobbiamo mettere in alternativa la salute con il lavoro. Occorre trovare una soluzione”  

Qualcuno si è spinto a dire che quello che sta succedendo nel polo chimico di Spinetta Marengo, alle porte di Alessandria, ricorda un po’ l’Ilva di Taranto. Il dibattito che si è sviluppato nelle ultime settimane attorno allo stabilimento alessandrino della Solvay che produce C6O4 sembra riproporre, anche se con sfumature diverse, lo stesso dilemma: la scelta tra lavoro e salute. Da un lato c’è la richiesta di Solvay di aumentare da 40 a 60 tonnellate la produzione di C604, un Pfas di nuova generazione brevettato dall’azienda; dall’altro, le associazioni ambientaliste preoccupate dell’inquinamento e dei danni alla salute della popolazione. La Conferenza dei servizi, formata da Comune, Provincia, Arpa e Asl, il 23 giugno scorso ha negato alla multinazionale l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), invitandola a fornire, entro sessanta giorni, precise garanzie sulla non emissione di veleni nell’aria e nell’acqua, soprattutto dopo l’individuazione di tracce non trascurabili di C6O4 nella falda di Montecastello, comune della zona. Sotto accusa, e non solo ad Alessandria, sono le produzioni di Pfas e soprattutto la mancanza di regole per la loro produzione.

Non esiste una legge che ne limiti la presenza nell’acqua e nell’aria. Il C6O4 prodotto da Solvay – che in Italia è presente con sette siti produttivi e 1900 addetti, 900 dei quali a Spinetta Marengo (600 diretti e 300 dell’indotto) – è registrato secondo le normative europee e la sua classificazione tossicologica, secondo l’azienda, è simile a quella di un’altra cinquantina di sostanze utilizzate per la produzione dei profumatori di ambiente, fragranze e profumi, come l’estratto di lavanda. “Per questo prodotto – ha detto il direttore dello stabilimento di Spinetta Marengo, Andrea Diotto – Solvay ha importanti progetti di sviluppo che garantirebbero la continuità industriale del sito alessandrino e che significano non solo innovazione ma anche lavoro e investimenti”. La Solvey è coinvolta infatti nel progetto paneuropeo Flash Battery che prevede lo sviluppo della mobilità sostenibile, e interessa particolarmente il Piemonte con il coinvolgimento di grandi aziende come Fca. Il sito produttivo di Spinetta è candidato ad ospitare la produzione di materiali innovativi per la mobilità elettrica, utilizzati nelle batterie a combustibile, batterie di flusso e batterie al litio. Qui entra in gioco il C604. Il mancato aumento della sua produzione potrebbe far rivedere i piani della multinazionale e quindi il graduale trasferimento delle produzioni oltralpe in una delle sedici sedi francesi.

“In attesa della convocazione del Mise per far luce sulla vicenda – hanno dichiarato i segretari generali di Femca Cisl e Cisl Alessandria Asti, Roberto Marengo e Marco Ciani – non possiamo e non dobbiamo mettere in alternativa la salute con il lavoro. Serve un intervento legislativo che vada a definire quali siano le condizioni migliori di operatività in massima sicurezza per tutti. Le nuove tecnologie consentono di trovare soluzioni in grado di garantire la salute dei lavoratori e dei cittadini”. Il segretario generale Cisl Piemonte, Alessio Ferraris, chiederà alla Regione Piemonte di farsi parte in causa rispetto a una decisione da prendere in seno alla Conferenza dei Servizi. “Una soluzione che tenga insieme lavoro e salute è possibile – ha detto Ferraris – se si interviene con gradualità e senso di responsabilità”.

Rocco Zagaria

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