Novi Ligure – Sciopero alle Acciaierie d’Italia (EX Ilva), presidio e corteo dei lavoratori

mercoledì 21 luglio 2021 / Focus

NOVI LIGURE, 20 luglio 2021 – nella mattinata i lavoratori del Gruppo Acciaierie D’Italia (ex Ilva), hanno aderito in massa allo sciopero indetto, per l’intera giornata, dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. Con questo sciopero si volevano mettere in evidenza le criticità che stanno ostacolando la ripresa delle normali attività: dai problemi legati agli impianti a quelli che riguardano la produzione, con ricadute inevitabili su ambiente, sicurezza e soprattutto occupazione; visto il ricorso massiccio che si sta facendo della cassa integrazione che vede interessati un gran numero di dipendenti.

I manifestanti si sono radunati davanti alla portineria del sito, per poi formare un corteo, con in testa i sindacalisti e il sindaco Gian Paolo Cabella, che ha proseguito per le vie della città.

Salvatore Pafundi della segreteria Fim Cisl Alessandria Asti ha spiegato che “i dipendenti di Acciaierie d’Italia che lavorano nello stabilimento di Novi Ligure, come i loro colleghi di tutta Italia, sono in sciopero e stanno manifestando per sollecitare il Governo ad una maggiore partecipazione negli asset societari attraverso Invitalia (Agenzia Nazionale per lo Sviluppo, controllata dal Ministero dell’Economia). Vanno ridefiniti strategie ed interventi per il rilancio dei singoli stabilimenti del Gruppo a salvaguardia degli organici. A Novi ci sono cento dipendenti in meno rispetto a quanto previsto dall’accordo del settembre 2018”

Durante le assemblee che si sono tenute nei giorni scorsi in tutti gli stabilimenti del gruppo, i sindacalisti hanno ribadito che quanto sta accadendo è inaccettabile: il piano industriale, definito dalla ArcelorMittal e dal nuovo socio Invitalia non è mai stato discusso e condiviso con la parte sindacale. Un piano industriale che non offre certezze sul mantenimento dei livelli occupazionali, sulla manutenzione ed il rinnovamento degli impianti, sulla formazione e la riqualificazione delle maestranze.

Altrettanto inaccettabile è la decisione unilaterale dell’Amministratore Delegato di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, di sospendere l’erogazione dei trattamenti economici legati al premio di risultato, senza alcuna comunicazione preventiva e tantomeno senza avanzare una proposta di rinnovo del Pdr. Questioni sulle quali la Fim, insieme alla Fiom e alla Uilm, ha più volte sollecitato la necessità di chiarimenti, senza ricevere risposte.

Le organizzazioni sindacali auspicano che con l’imminente insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione di Acciaierie D’Italia, che prevede una maggiore partecipazione dello Stato, si possa recuperare il tempo perso e si possa discutere concretamente del rilancio produttivo – occupazionale, di innovazione tecnologica e di investimenti durevoli.

 

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