Lavoro 4.0, come affrontare i cambiamenti in atto? Al via il corso promosso da Cisl territoriale e regionale

martedì 28 gennaio 2020 / Attualità
aula corso formazione lavoro 4.0
Il nostro corso di formazione per analizzare e gestire i cambiamenti del mondo del lavoro

M.Ciani illustra il progetto formativo

La Cisl di Alessandria-Asti ha avviato il percorso formativo “Lavoro 4.0 – Strumenti per il sindacalista”, iniziativa promossa con la Cisl Piemonte in collaborazione con Impresa Torino Nord Ovest.
Dopo la prima edizione del 2017/2018 che ha coinvolto 25 tra delegati operatori e segretari provenienti dalle sette categorie dell’industria, la segreteria della Cisl Piemonte ha deciso, visti i feedback positivi, di portare il percorso nei territori per coinvolgere un numero maggiore di delegati e operatori.
Dopo il percorso laboratoriale svoltosi a Cuneo nel 2019, il 27 gennaio 2020 l’inizio del percorso per i sindacalisti della Cisl Alessandria-Asti.
Perché dedicare un percorso formativo a questo tema? Perché quando parliamo di “lavoro 4.0” parliamo di grandi cambiamenti e trasformazioni legati soprattutto all’uso della tecnologia digitale, in tutti gli ambienti di lavoro. Dopo il motore a vapore, quello elettrico, l’automazione/ICT (tecnologie dell’informazione e comunicazione) degli anni ’70, oggi ci troviamo infatti davanti alla quarta rivoluzione industrialein cui l’automazione viene integrata con alcune nuove tecnologie produttive, dette “abilitanti”, per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti: si tratta di una rivoluzione strettamente legata alle potenti tecnologie digitali di ultimissima generazione, ed in generale si può dire che la parola-chiave di questa nuova modalità produttiva è l’interconnessione più tra sistemi, sia fisici che informatici (spesso di parla infatti di “fabbriche intelligenti”).

Ed il “nuovo“, il cambiamento in generale, si sa, può generare diffidenza, timori ed incertezze, pensando ad esempio ad un ipotetico scenario futuro dove robot e macchine possano arrivare a rimpiazzare in tutto e per tutto i lavoratori in carne ed ossa, con conseguenze non certo trascurabili in termini occupazionali.
Ma la tecnologia può e deve essere vista anche come sfida ed opportunità, perché “non si deve temere ciò che non si conosce, lo si deve studiare”, com’era stato evidenziato in una delle nostre tante iniziative e dibattiti dedicati proprio a questi temi, per PROGETTARE IL CAMBIAMENTO e non subirlo (-> per approfondire clicca qui).
Siamo solo all’inizio di una rivoluzione che pare destinata a stravolgere il mondo per come lo conosciamo, una rivoluzione che non è solo tecnologica, ma forse anche e soprattutto culturale“, ha rimarcato Marco Ciani, Segretario generale Cisl Alessandria-Asti, che ha sottolineato l’importanza di fornire una serie di “strumenti” utili alla nostra prima linea, i delegati nei luoghi di lavoro, ed operatori sindacali, stimolando riflessioni e trovando nuove chiavi di lettura di problemi/opportunità.
“La sfida del lavoro 4.0 va accompagnata anche da un’altra scommessa, quella del Sindacato 4.0 in cui possiamo ritrovare un giusto mix tra tradizione ed innovazione, un Sindacato che affonda le sue radici nella proposta e nella contrattazione”.
Parlare di lavoro 4.0., e di relazioni industriali 4.0, significa anche parlare di come decidiamo di affrontare i mutamenti in atto, che coinvolgono anche i modelli organizzativi aziendali: pensiamo ad esempio allo smart working, o al tempo di lavoro (il confine tra lavoro e non lavoro diviene sempre più labile proprio a causa degli strumenti digitali di ultima generazione, come gli smartphone, che ci danno l’impressione di essere sempre “connessi”).

 

Com’è stato evidenziato più volte anche da numerose ricerche, puntare sull’innovazione non significa distruggere posti di lavoro, anzi, in Italia l’occupazione è stata ridotta proprio dalla scarsità o totale assenza di investimenti sulle nuove tecnologie.
Occorre però rivedere la nostra capacità di architettare un nuovo sistema investendo da un lato sull’innovazione per creare nuovi posti di lavoro, dall’altro sulle competenze professionali che servono già da oggi, puntando sulla formazione, che ha un ruolo chiave fondamentale specie per ridurre la grande distanza tra competenze richieste dal mondo del lavoro (spesso altamente specializzate, tecniche e digitali) e le competenze oggi disponili e possedute da chi il lavoro lo sta cercando; senza dimenticare altre abilità relazionali poco diffuse, definite soft skills o competenze trasversali, come saper lavorare in gruppo, capacità di risolvere in problemi, creatività…
E’ dunque necessario un salto culturale per non farci sfuggire l’opportunità di avere un mercato del lavoro tecnologico, per mantenere la produzione e far sì che le aziende/attività oggi presenti sul territorio possano crescere: per raggiungere questo obiettivo serve lo sforzo di tutti, lavoratori, imprese e Sindacato.
Spingiamo sull’acceleratore, anche con l’aiuto di una formazione mirata a tutti i livelli.

P.T.

 

-> Approfondimento: la rivoluzione tecnologica e culturale del lavoro che cambia (di M.Ciani)

partecipanti corso formazione lavoro 4.0

Numerosi i delegati ed operatori coinvolti nel nostro corso

 

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