Lavoratori in quarantena senza indennità di malattia, i Sindacati dichiarano: “situazione inaccettabile”

martedì 24 agosto 2021 / Focus

Per i lavoratori del settore privato in quarantena affetti da Covid, manca al momento il riconoscimento dell’indennità di malattia. E’ quanto riferisce l’INPS nel messaggio n. 2842 del 6 agosto 2021: poiché il legislatore non ha stanziato nuove risorse, l’indennità non potrà essere erogata per l’isolamento fiduciario determinato da contatti, avvenuti nel 2021, con soggetti positivi al COVID. Ovvero, la quarantena, che prima era parificata alla malattia e perciò riconosciuta dall’INPS, ora e con effetto retroattivo parrebbe non lo sia più.

Quali possono essere le conseguenze economiche per i lavoratori ed i datori di lavoro?

I lavoratori del settore privato, al rientro dalle vacanze, potrebbero imbattersi nell’ennesima beffa: per il 2021, al momento, manca il riconoscimento dell’indennità di malattia in caso di quarantena. In altre parole, nei trascorsi otto mesi, un lavoratore che sia stato in quarantena fiduciaria, a seguito di contatto con un soggetto affetto da COVID, credendosi opportunamente “coperto”, perché in possesso di un certificato medico, rischia, nell’ipotesi più estrema, di vedersi decurtato lo stipendio (o alternativamente vedersi coperto con permessi retribuiti e non retribuiti): l’indennità di malattia in favore del dipendente è anticipata dall’azienda, pertanto se il Governo non interverrà con un rifinanziamento ad hoc il datore di lavoro si vedrà costretto a farsi carico del periodo di quarantena e potrebbe rivalersi, a sua volta, sul dipendente decurtandogli lo stipendio.  Una preoccupazione che pesa sul destino dei lavoratori e delle imprese che potrebbe rivelarsi, anche prospetticamente, di non poca entità considerando che a settembre, con la ripresa degli Istituti scolastici e la riapertura di numerose attività imprenditoriali sospese per la pausa estiva, sia probabile, purtroppo, un’ulteriore impennata dei contagi e di conseguenza anche dei contatti.

Per i lavoratori che possiedono certificazione di condizioni di rischio della salute – c.d. fragili – la quarantena  è equiparata al ricovero ospedaliero. Per questa catergoria di lavoratori precisa l’INPS che si procederà ugualmente a riconoscere la prestazione nel limite degli importi stanziati. Per l’anno 2021, visto lo specifico stanziamento disposto per tale tutela, la prestazione verrà riconosciuta per gli eventi fino al 30 giugno 2021.

La CISL, tramite il Segretario Confederale Angelo Colombini, si è detta  seriamente preoccupata da questi pronunciamenti “estivi” da parte delle Istituzioni. Ritenendo tale situazione inaccettabile, la CISL unitamente alle altre sigle sindacali ha inviato una lettera al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministero del dell’Economia e delle Finanze, sollecitando i ministri competenti a provvedere al più presto a ripristinare le garanzie adeguate e più specificatamente è stato dichiarato: “la mancata equiparazione dei periodi trascorsi in quarantena o sorveglianza fiduciaria a malattia pone, inoltre, seri interrogativi sia su come potranno essere riconosciuti tali periodi di assenza da lavoro per le lavoratrici e i lavoratori che improvvisamente si trovano privi delle tutele che erano previste dalla norma, sia su come sarà assicurata la copertura retributiva e contributiva”.  La lettera si conclude con una richiesta urgente di rifinanziamento che consenta all’INPS di assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori le opportune garanzie e tutele fino al termine dell’emergenza sanitaria.

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