Konecta: no alla chiusura delle sedi di Asti e Ivrea. Inaccettabile il trasferimento forzato di 1.100 lavoratori, al via la mobilitazione
ASSEMBLEE SINDACALI IL 29 DICEMBRE, SCIOPERO IL 13 GENNAIO
Konecta ha annunciato, nell’ambito del piano industriale presentato il 5 dicembre, la volontà di accorpare le sedi piemontesi di Asti e Ivrea nella sede di Torino (strada del Drosso), determinando di fatto la chiusura dei due siti e il trasferimento forzato di oltre 1.100 lavoratori (circa 400 da Asti e 700 da Ivrea). La riorganizzazione coinvolge un bacino complessivo di 1.600 dipendenti in Piemonte e prevede anche 150 esuberi.
Il primo incontro tra azienda, organizzazioni sindacali (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil) e RSU, svoltosi il 22 dicembre a Ivrea, si è concluso con una fumata nera: l’azienda ha confermato il proprio progetto, dichiarandosi indisponibile a ritirarlo. I sindacati hanno ribadito l’inaccettabilità della scelta, sottolineando l’impatto sociale della decisione su un’occupazione composta in larga parte da donne (circa il 70%), spesso con contratti part-time e salari medi intorno ai 700 euro mensili, per le quali il trasferimento comporterebbe costi e tempi di percorrenza insostenibili.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto soluzioni alternative alla chiusura delle sedi, la salvaguardia dei posti di lavoro e il coinvolgimento delle istituzioni, in particolare della Regione Piemonte, anche alla luce degli investimenti pubblici attratti sul territorio e dell’importanza strategica delle commesse gestite da Konecta per grandi clienti nazionali.
Di fronte al mancato accordo e al muro opposto dall’azienda, è stata avviata una forte mobilitazione: manifestazioni ad Asti e Ivrea, richiesta di intervento della Prefettura e proclamazione di uno sciopero di tutte le sedi Konecta del Piemonte per l’intera giornata del 13 gennaio 2026, con presidio sotto la sede della Regione Piemonte. La vertenza è ormai aperta anche sul piano istituzionale, con l’obiettivo di fermare il disimpegno
Anna De Bella, Segretaria Generale FISTEL CISL Piemonte ha commentato: non è la prima volta che in questa azienda si gestiscono gli esuberi con accordi aziendali. Il settore delle telecomunicazioni registra una crisi che dura ormai da anni. Sussistono problemi strutturali che richiedono una regolamentazione dell’intero settore da parte del Governo. Ci convince la proposta aziendale di creare sulla sede di Torino un Polo digitale, ma l’accorpamento delle sedi non è la soluzione giusta né per i dipendenti, né per il sistema economico delle province coinvolte. La FISTEL CISL Piemonte sarà insieme alle lavoratrici e ai lavoratori per chiedere alle Istituzioni un intervento decisivo nella vertenza Konnecta.
Marco Ciani, Segretario Generale CISL Alessandria–Asti: La decisione di Konecta di chiudere le sedi di Asti e Ivrea e di imporre il trasferimento forzato di oltre 1.100 lavoratrici e lavoratori a Torino è una scelta inaccettabile, che ignora completamente le persone, le famiglie e i territori. Parliamo in larga parte di donne, spesso con contratti part-time e salari bassi, per le quali questo piano significa di fatto spingere alle dimissioni.
La CISL non è pregiudizialmente contraria al confronto sui cambiamenti del settore, ma non può accettare riorganizzazioni calate dall’alto che scaricano i costi sociali solo sui lavoratori. Serve un vero tavolo istituzionale. Se non saremo ascoltati la mobilitazione sarà inevitabile e determinata.
Per lunedì 29 dicembre prossimo è indetta unitariamente dalle RSU, in presenza e in videoconferenza, una Assemblea sindacale rivolta a tutte le lavoratrici e i lavoratori, sia dipendenti che somministrati.
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