Incidente ad Asti: Un altro morto, un altro lavoratore che non tornerà a casa

mercoledì 11 agosto 2021 / Focus

10 agosto 2021: incidente mortale ad Asti, la vittima un tecnico manutentore di 56 anni deceduto a causa delle gravi ustioni riportate su gran parte del corpo mentre lavorava. L’operaio stava effettuando una riparazione ad una cella frigorifera, all’interno di un esercizio commerciale in corso Alfieri. Stando ad una prima ricostruzione, durante l’intervento manutentivo, la cella frigorifera è improvvisamente esplosa; le fiamme gli hanno procurato ustioni su più del 70% del corpo. L’incidente è avvenuto attorno alle 12. Subito soccorso e rianimato, l’uomo è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove è deceduto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate. Sul posto per svolgere gli accertamenti del caso sono intervenuti gli ispettori dello Spresal. Il tecnico lavorava per conto di una ditta del Torinese. Si chiamava Giorgio Tibaldi e abitava a Santena. Sposato, era padre di tre figli.

Poche ore prima un uomo di 36 anni è morto in una azienda di San Paolo d’Argon, in provincia di Bergamo. È deceduto dopo essere precipitato da un’impalcatura da un’altezza di circa 8 metri.

CGIL CISL e UIL territoriali esprimono il proprio cordoglio e vicinanza alla famiglia, augurandosi che gli organi competenti accertino le responsabilità, qualora ce ne fossero. Le organizzazioni Sindacali hanno espresso la loro preoccupazione sull’alto numero di incidenti mortali che si sono susseguiti dall’inizio dell’anno e hanno denunciato i pochi controlli da parte delle autorità ispettive; scarsità di controlli dovuta anche ad una carenza di organico e risorse.

Di seguito il comunicato stampa del 10 agosto, sottoscritto da CGIL CISL e UIL di Asti:

UN ALTRO MORTO, UN ALTRO LAVORATORE CHE NON TORNERÀ A CASA

Anche Asti paga il proprio tributo si sangue alle morti sul lavoro in questa terribile estate. È infatti giunta la notizia, nella giornata di oggi, che Giorgio Tibaldi, un lavoratore di 56 anni, ha perso la vita ad Asti in un’esplosione mentre stava facendo manutenzione ad un frigorifero in un negozio del centro. Come CGIL, CISL e UIL esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia Tibaldi e ci auguriamo che si faccia presto luce sull’accaduto e, nel caso ci fossero, si accertino le responsabilità,da parte degli organi competenti. Dall’inizio dell’anno sono stati più di 530 i morti sul lavoro ed il Governo non ha ancora dato il via alle assunzioni promesse negli ispettorati del lavoro né negli altri organi ispettivi, contestualmente il Parlamento non ha ancora emanato una legge che preveda norme più dure per le imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza e che mettono al primo posto il profitto rispetto alla salute ed alla incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori. Intanto la strage continua. Non è tempo di chiacchiere e di tentennamenti. Occorre immediatamente una nuova legge sulla sicurezza nei posti di lavoro, potenziare gli organici e stanziare le risorse per le politiche sulla formazione e per la sicurezza.

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