Ex Ilva, sospesa la chiusura degli altiforni a Taranto. Non si ferma la mobilitazione per i 700 lavoratori di Novi e dell’indotto

martedì 19 novembre 2019 / Attualità
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Lavoratori dell'ex Ilva di Novi protestano davanti alla Prefettura di Alessandria

Dopo le difficoltà causate dall’ondata di maltempo di fine ottobre, in queste settimane si è abbattuta un’altra “tempesta” sulle teste degli oltre 700 dipendenti dell’ex ILVA di Novi Ligure (AL), con l’annuncio del gruppo franco-indiano ArcelorMittal di rescindere dall’accordo siglato un anno fa per l’affitto con acquisizione dell’azienda e di alcune controllate.
E’ stato un autunno nero e carico di tensione non solo per i 10mila addetti impiegati negli stabilimenti di Taranto, Novi, Racconigi e Genova, ma anche per migliaia di lavoratori degli appalti e dell’indotto, con un numero che arriverebbe quasi a 20mila unità.
Tra le più colpite le aziende di trasporto merci, per questo motivo gli autotrasportatori legati ai siti piemontesi e liguri di ArcelorMittal hanno avviato una protesta ed incrociato le braccia inizialmente per due giornate (il 18-19 novembre), a causa dei mancati pagamenti che ammontano ad un totale di circa 2 milioni di euro; ma c’è grande preoccupazione anche per le imprese di pulizia, per tutti coloro che forniscono vario materiale e persino per il servizio mensa dei lavoratori.
Il 18 novembre arriva una notizia importante, uno spiraglio di luce dopo tanto buio: il colosso franco indiano ArcelorMittal dichiara la sospensione del piano di fermata degli altiforni di Taranto, piano annunciato pochi giorni prima. Nella stessa serata le organizzazioni sindacali sono salite al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato come quello dell’ex Ilva sia un grande problema nazionale che va risolto con tutto l’impegno e la determinazione, non solo per le implicazioni importantissime sul piano occupazionale ma anche su tutto il sistema industriale italiano:

> il video con le dichiarazioni di A.M. Furlan, leader Cisl, subito dopo l’incontro con il Capo dello Stato

L’attenzione ora è rivolta all’incontro tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Lakshimi Mittal in programma venerdì 22 novembre; nella stessa giornata, a Novi L.re, è stato calendarizzato un Consiglio comunale interamente dedicato alla vertenza Ilva.

-> Tutti gli aggiornamenti sul sito Fim Cisl


12 novembre: i lavoratori dell’ex Ilva protestano davanti ai cancelli di Novi ed alla Prefettura di Alessandria

Lavoratori ed organizzazioni sindacali hanno risposto con una grande mobilitazione davanti all’annuncio di ArcelorMittal di voler rescindere l’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività della più grande acciaieria d’Europa e di alcune controllate: con uno sciopero di 24 ore per la giornata del 12 novembre, insieme ai presìdi davanti allo stabilimento di Novi (a cui ha partecipato Marco Bentivogli, leader Fim Cisl nazionale) e davanti alla Prefettura di Alessandria per sottolineare l’allarme sociale che coinvolge migliaia di famiglie.
Questo ha spiegato Salvatore Pafundi, Segretario generale Fim Cisl Alessandria Asti, al termine dell’incontro con il Prefetto di Alessandria (il video integrale in fondo alla pagina):

Sciopero Ilva Novi con Bentivogli

Bentivogli all’Ilva di Novi Ligure

Servizi Tg locali/regionali/nazionali del 12.11.19:

-> dal Tg5: il video
-> dal Tg Rai Piemonte: il video
-> dal Tg Telecity 24 News: il video

Una vera e propria bomba sociale che non doveva essere innescata, visto che i lavoratori coinvolti, tra gli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi sono circa oltre 10mila, a cui vanno sommati anche quelli degli appalti e dell’indotto, con il numero dei lavoratori coinvolti che arriverebbe quasi a 20mila unità; quasi 700 gli addetti impiegati nel solo sito di Novi L.re (Al) oltre all’indotto, che “sono fondamentali e che difenderemo in tutti i modi”, ha sottolineato Pafundi,  insieme ai colleghi di Fiom e Uilm territoriali subito dopo l’incontro con il Prefetto di Alessandria Antonio Apruzzese.“Abbiamo ribadito al Prefetto, a cui va il nostro ringraziamento per l’attenzione e prezioso supporto, che percorreremo tutte le strade affinché in questo tessuto sociale non vada disperso un solo posto di lavoro”.
“Questo è il momento in cui il governo dovrà dimostrare di essere Governo“, ha detto Marco Bentivogli, Segretario generale Fim Cisl nazionale, aprendo lo sciopero dei lavoratori a Novi. “La situazione è drammatica perché l’Italia senza siderurgia si avvia verso una desertificazione a livello industriale”.
Sciopero Fim Cisl all'Ilva di Novi I lavoratori e le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici ringraziano i colleghi provenienti da altre aziende sono venuti a portare la loro solidarietà sia a Novi che ad Alessandria.
Presto a Novi sarà organizzato un consiglio comunale aperto sulla vicenda ex Ilva: è stato deciso  con un documento nel quale Sindaco e Giunta si impegnano ad intervenire con il Governo, al fine di arrivare  “ad una rapida e positiva soluzione della vertenza che preveda il rispetto degli impegni assunti dal gruppo ArcelorMittal”.

-> La galleria fotografica della mobilitazione a Novi e Alessandria

lavoratori Ilva in piazza a Novi


4 novembre, inizia l’incubo…

-> Il servizio del Tg Rai Piemonte del 7 novembre (dal min. 5,20con intervento della Fim sulla situazione degli stabilimenti piemontesi di Novi L.re e Racconigi (TO)

La Fim CISL, insieme alle altre organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, ha proclamato uno sciopero di tutti gli stabilimenti ex ILVA in tutta Italia; l11 novembre a Novi L.re ci sarà l’assemblea dei lavoratori, con cui verranno definite le modalità dello sciopero nazionale di 24 ore.
Il 4 novembre la proprietà ha notificato ai commissari straordinari dell’azienda la volontà di rescindere l’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività della più grande acciaieria d’Europa e di alcune controllate, in base all’intesa siglata oltre un anno fa, in seguito all’aggiudicazione del bando indetto dal Mise.

Il 6 novembre ArcelorMittal  ha inviato al Mise e ai commissari straordinari la comunicazione relativa alla retrocessione delle aziende e dei dipendenti, spiegando che il recesso del contratto deriva dall’eliminazione della protezione legale.
La procedura di recesso – ex articolo 47 della legge 2428/90 – prevede la cessione del ramo d’azienda che coinvolgerà 12 siti per un totale di 10.777 dipendenti del perimetro aziendale oggetto di trasferimento ai commissari.

La Fim CISL ha immediatamente proclamato uno sciopero con presidio davanti allo stabilimento di Taranto.

La partita si fa molto più dura adesso – sottolinea il segretario della Fim Cisl Alessandria-Asti Salvatore Pafundi. “A livello nazionale sono in corso riunioni per tentare quantomeno di evitare di aver buttato al vento un lavoro portato avanti con tanta difficoltà da un gruppo che ha investito 4, 2 miliardi di euro: il più grande investimento fatto in Italia negli ultimi anni” .

Come se non bastasse a Novi si aggiungono altre preoccupazioni, legate ai gravi danni agli impianti provocati dal maltempo di fine ottobre con conseguente attivazione della cassa integrazione.

Il gruppo ArcelorMittal e’ stato durissimo. I 5mila esuberi dichiarati, il no alle proposte che ha fatto il Governo, evidenziano una intransigenza dell’azienda. Stanno alzando il tiro e puntano ad ottenere il massimo. Ma la nostra posizione sindacale non cambia: l’azienda deve cambiare linea e deve soprattutto ritirare la procedura di riconsegna del personale, degli  impianti e degli stabilimenti all’amministrazione straordinaria di Ilva”.
Così Valerio D’Alo’, Segretario nazionale Fim Cisl, davanti alla fabbrica di Taranto (qui sotto il video).

La Fim attende risposte per capire quale sia il futuro di questa grande azienda che, da sola, vale l’1,4 per cento del nostro Pil.

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P.Toriggia

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