Ex-Ilva, Fim Cisl: “Sulla cassa integrazione l’accordo c’è, ma servono risposte su piano industriale e AIA. Urgente un confronto con il Governo”

mercoledì 14 Maggio 2025 / Focus

La situazione nello stabilimento ex Ilva si fa sempre più critica dopo l’incidente verificatosi la scorsa settimana all’Altoforno 1 (AFO1). La direzione aziendale ha presentato alle organizzazioni sindacali i numeri aggiornati della cassa integrazione: sono 3.926 i lavoratori coinvolti.

La Fim Cisl sottolinea la necessità di affrontare l’emergenza su due piani distinti ma paralleli.

1. Gestione immediata dell’emergenza: la cassa integrazione

È attualmente in vigore un accordo di cassa integrazione, che deve essere garantito e confermato per assicurare la tutela dei lavoratori colpiti dall’interruzione delle attività produttive. Questo strumento è indispensabile per fronteggiare l’impatto sociale e occupazionale provocato dal blocco dell’altoforno.

2. Serve subito un tavolo a Palazzo Chigi su piano industriale e AIA

Ma l’intervento emergenziale non basta. La Fim Cisl chiede la convocazione urgente di un tavolo di confronto con il Governo, a Palazzo Chigi, alla presenza dei ministeri competenti. Le questioni da chiarire sono molteplici e fondamentali:

  • Qual è lo stato attuale della trattativa con Baku Steel?
  • Quali garanzie industriali si stanno definendo per il futuro dello stabilimento?
  • Che ruolo avrà lo Stato nella nuova compagine societaria?
  • Quali prospettive ha il piano industriale, alla luce dell’incidente ad AFO1?
  • Come si intende risolvere il nodo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), indispensabile per la continuità dello stabilimento?
  • Come affrontare le crescenti difficoltà nell’approvvigionamento di gas e acqua, che rischiano di aggravare ulteriormente la situazione?

3. Preoccupazione anche per Novi Ligure: 167 lavoratori in cassa

La crisi non riguarda solo Taranto: 167 lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure saranno anch’essi messi in cassa integrazione. Una decisione che testimonia come gli effetti a catena si stiano già propagando su scala nazionale, coinvolgendo direttamente anche il tessuto industriale del nostro territorio.

“La nostra priorità è tutelare l’occupazione, ma è necessario agire subito – dichiara la Luigi Tona, segretario generale della Fim Cisl Alessandria Asti – Serve chiarezza da parte del Governo, impegni concreti e una visione industriale che rilanci il sito e garantisca sostenibilità ambientale e sicurezza. La transizione non può ricadere ancora una volta sulle spalle dei lavoratori.”

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