Fiato sospeso per i 130 lavoratori della “Borsalino”: il 14 dicembre il parere del Tribunale sul concordato preventivo. Storia di un marchio famoso in tutto il mondo

venerdì 10 novembre 2017 / Attualità
Storia Borsalino Alessandria - Cisl Alessandria
Borsalino, un marchio d'eccellenza tutto alessandrino che prende vita nel 1857 per poi "sbarcare" in tutto il mondo
borsaline-alessandria

Lungo il cammino del cappello Borsalino,  fatto anche di storiche lotte sindacali delle “Borsaline”, lavoratrici che hanno avviato le prime battaglie per migliorare le condizioni di lavoro in fabbrica

Borsalino, una parola, un marchio, una Storia che non ha bisogno di molte presentazioni. Una produzione del territorio alessandrino, un’eccellenza conosciuta in tutto il mondo, anche grazie alle sue 130 lavoratrici e lavoratori,  una realtà che oggi ha davanti a se un futuro incerto.

Per capire è utile fare un passo indietro di qualche anno quando, nel 2015, “esplode” la crisi ed il crack dell’azienda, a causa di una serie di operazioni portate avanti nel settore del gas da uno dei soci della proprietà di allora, Marco Marenco, che ha accumulato debiti per 3 miliardi e mezzo di euro.

Dopo la richiesta della procedura di concordato in bianco,  nel 2016  l’imprenditore italiano Philippe Camperio, insieme a un collettivo di esperti del lusso, entra nell’operazione di ristrutturazione di Borsalino attraverso la società Haeres Equita che ha poi preso in affitto il ramo d’azienda. A fine 2016 , dopo un primo parere positivo, dal Tribunale di Alessandria arriva la revoca dell’ammissione al concordato preventivo.
Quest’ultimo è uno strumento che la legge mette a disposizione dell’imprenditore, in crisi o in stato di insolvenza, per evitare la dichiarazione di fallimento attraverso un accordo destinato a portare ad una soddisfazione anche parziale delle ragioni creditorie; si chiama “preventivo”, appunto, per questa sua principale funzione di prevenire la più grave procedura fallimentare che potrebbe seguire ad uno stato di dissesto finanziario.

Ritornando ad oggi, il futuro dell’azienda resta  legato all’accettazione del concordato  presentato dalla stessa Società Borsalino con un aumento di capitale riservato a Haeres Equita Srl, strumento che permetterebbe di scongiurare la conseguenza peggiore, il fallimento appunto.

L’udienza in Tribunale, fissata il 7 novembre, non ha dato risposte perchè la decisione sul futuro dell’azienda di Spinetta M.go è stata rinviata al prossimo 14 dicembre: la magistratura ha infatti chiesto all’azienda di integrare altra documentazione e si è presa più tempo per analizzare la situazione.

Questo slittamento  tiene tutti noi col fiato sospeso e ci fa anche sperare che il collegio della sezione fallimentare del Tribunale presieduto da Caterina Santinello abbia chiesto altra documentazione per raccogliere più informazioni possibili ed essere quindi più attento nella decisione, dopo una riflessione più approfondita“, ha commentato Claudio Cavalleretto della Femca Cisl territoriale, Federazione che rappresenta gli addetti del settore tessile e moda.

Borsalino a Hollywood Storia

Il celebre cappello è diventato nel tempo un’icona di stile, anche grazie alle numerose stars di Hollywood che lo hanno indossato in tante produzioni cinematrografiche

L’attività, intanto,  non si è mai fermata e Borsalino è un’azienda che, di fatto, funziona: “Dimostrazione che avrebbe tutte le condizioni di efficienza, marginalità di profitto e di richiesta di mercato per garantirne la continuità. Borsalino è un pezzo importante del Made in Italy, e rappresenta un patrimonio importante che va difeso e tutelato dove al centro ci devono essere i 130 dipendenti che con la loro professionalità hanno dimostrato di essere parte integrante di quest’azienda“, hanno evidenziato più volte le organizzazioni sindacali insieme ai lavoratori.

L’udienza in Tribunale è stata preceduta,  il 6 novembre, dall’incontro dei Sindacati con il Prefetto di Alessandria, alla presenza del Sindaco e dell’Assessore al Lavoro del Comune di Alessandria, “per rappresentare la nostra viva preoccupazione per il futuro di una realtà così importante per il territorio, che impiega 130 dipendenti e la cui scomparsa potrebbe avere conseguenze gravissime sul piano sociale ed economico, anche oltre il dramma delle tante famiglie coinvolte. Stiamo parlando di una delle più importanti  eccellenze italiane”, sottolinea Marco Ciani, Segretario generale Cisl Alessandria-Asti.

Le OO.SS. e le Istituzioni hanno convenuto, nel massimo rispetto delle prerogative e dell’autonomia della Magistratura, sulla necessità di individuare percorsi che

report Conquiste Tanto di Cappello-Borsalino Alessandria

Lo speciale realizzato da Conquiste del Lavoro, il quotidiano della Cisl

garantiscano il mantenimento dell’occupazione e della continuità produttiva di un marchio che ha fatto la storia della città di Alessandria.

Una storia lunga 170 anni, fatta di lotte sindacali,  delle prime battaglie per l’emancipazione delle lavoratrici soprannominate “Borsaline“, una storia di creatività e fascino. Un cappello che è stato il copricapo di Al Capome e Bogart, di Fellini, Delon, e Belmondo.

C’era una volta –e ancora c’è – la Borsalino, quella fabbrica di cappelli nata dall’ingegno di Giuseppe Borsalino  il 4 aprile 1857. Un tempo la sua ciminiera svettava nel centro di Alessandria. Oggi gli impianti  sono stati trasferiti nella zona industriale di Spinetta Marengo, a meno di dieci chilometri dal capoluogo piemontese. Gli eredi della famiglia Borsalino ne sono usciti una trentina di anni fa. Ma perché il destino di una fabbrica il cui prodotto è simbolo dell’eleganza e dello stile del made in Italy e le cui vendite, soprattutto rivolte al mercato estero, continuano a “tirare”, dovrebbe essere a rischio?…
…Leggi il  REPORTAGE “TANTO DI CAPPELLO” realizzato da Conquiste del Lavoro, a firma di E. Crea, nel 2015
-> Per approfondire: film-documentario “Borsalino City, regia di Enrica Viola (2016), qui  il trailer
P.Toriggia

 

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