Carcere di Alessandria, droga e cellulare ai colloqui

venerdì 2 Ottobre 2026 / Focus

Ceccaroni – Fns Cisl: «Fondamentale l’attività di controllo della Polizia Penitenziaria».

Il 30 settembre, nella tarda mattinata, la Polizia Penitenziaria ha bloccato un tentativo di introdurre droga e un telefono cellulare nella Casa circondariale “Cantiello e Gaeta” di Alessandria.

Durante i controlli per l’accesso ai colloqui, il personale ha individuato circa 500 grammi di sostanze stupefacenti, tra hashish e cocaina. Gli agenti hanno inoltre trovato un telefono cellulare.

La Polizia Penitenziaria ha intercettato tutto prima dell’ingresso nell’area detentiva. I test in dotazione hanno poi identificato le sostanze come hashish e cocaina.

«È un episodio che dimostra ancora una volta quanto siano importanti l’attenzione e la professionalità del personale della Polizia Penitenziaria – sottolinea Gian Luca Ceccaroni, segretario generale aggiunto Fns Cisl Alessandria-Asti –. In questo caso la sostanza stupefacente e il telefono sono stati intercettati all’ingresso, impedendo che potessero raggiungere l’area detentiva».

Ceccaroni richiama anche l’attenzione sulle attività di contrasto ai lanci di droga dall’esterno dell’istituto.

«Da circa due mesi – spiega – a Don Soria è attivo un servizio di pattugliamento dedicato al contrasto dei lanci di sostanze stupefacenti verso l’interno dell’istituto. È possibile che questa attività abbia spinto chi tenta di introdurre droga nel carcere a ricorrere a modalità differenti».

Ciani: «La sicurezza del carcere riguarda l’intera comunità»

Sulla vicenda interviene anche Marco Ciani, segretario generale della Cisl Alessandria-Asti.

«Quanto accaduto ci ricorda che la realtà carceraria non può essere considerata un tema marginale quando parliamo di sicurezza e di qualità del sistema penitenziario. Dietro episodi come questo c’è infatti la necessità di mantenere un equilibrio difficile tra sicurezza, gestione della popolazione detenuta e finalità rieducativa della pena».

«Come Cisl – prosegue Ciani – riteniamo importante che il sistema penitenziario venga messo nelle condizioni di funzionare pienamente, attraverso scelte organizzative adeguate e un’attenzione costante alle condizioni di chi vi lavora. La sicurezza del carcere riguarda l’intera comunità e richiede una responsabilità condivisa tra amministrazione penitenziaria, istituzioni e operatori. Episodi come quello avvenuto ad Alessandria devono rappresentare anche l’occasione per richiamare l’attenzione sulla situazione complessiva degli istituti penitenziari e sulla necessità di investire nel loro funzionamento. La Cisl continuerà a sostenere il personale e a sollecitare le istituzioni affinché alla Polizia Penitenziaria siano garantite condizioni adeguate per svolgere il proprio delicato compito».

La Fns Cisl sottolinea quindi l’importanza dei controlli e della presenza quotidiana della Polizia Penitenziaria. Gli agenti lavorano ogni giorno per garantire la sicurezza dell’istituto e contrastare l’introduzione di sostanze e dispositivi non consentiti.

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