Alessandrino in crisi: esuberi in Gualapack e alla Terme di Acqui

Nuove emergenze occupazionali in un contesto territoriale già gravemente provato.
Il territorio alessandrino continua a fare i conti con una crisi occupazionale che coinvolge settori diversi della sua economia locale. Il 2026 si è aperto con due vertenze che tengono in apprensione lavoratori, sindacati e istituzioni. A Castellazzo Bormida, la Gualapack, azienda specializzata nella produzione di imballaggi flessibili, ha annunciato un piano di esuberi che coinvolgerà 50 lavoratori. La notizia ha scatenato l’immediata reazione da parte delle organizzazioni sindacali che hanno proclamato nella giornata di lunedì 13 gennaio uno sciopero di 8 ore con presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Gualapack è da anni un punto di riferimento nel settore del packaging flessibile, con particolare specializzazione negli imballaggi innovativi per il settore alimentare e delle bevande. La perdita di 50 posti di lavoro non coinvolge soltanto i dipendenti diretti, ma rischia di avere ripercussioni sull’intero indotto produttivo della zona. I sindacati chiedono l’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda per valutare possibili alternative agli esuberi, come l’utilizzo di ammortizzatori sociali o piani di ricollocazione. Per i 50 lavoratori coinvolti si apre ora una fase di grande incertezza. La richiesta dei sindacati è quella di prevedere percorsi formativi e di accompagnamento per chi dovesse effettivamente perdere il posto di lavoro.

Le due vertenze si inseriscono in un contesto territoriale già gravemente provato. L’alessandrino sta già affrontando numerose crisi aziendali, dal settore metalmeccanico, con la ex Ilva di Novi Ligure, all’abbigliamento, passando per il comparto orafo.
“Le vertenze Gualapack e Terme di Acqui – ha dichiarato a Conquiste il segretario generale della Cisl Alessandria-Asti, Marco Ciani – sono l’ennesima conferma di un territorio in sofferenza, che continua a pagare un prezzo altissimo in termini occupazionali. Cinquanta lavoratori a rischio nel packaging a Castellazzo Bormida e oltre venti licenziamenti alle Terme di Acqui rappresentano non solo numeri, ma famiglie, persone e professionalità che rischiano di andare disperse. Questo territorio non può continuare a perdere posti di lavoro e competenze. Servono politiche industriali serie, investimenti, accompagnamento alle transizioni. Come sindacato saremo al fianco dei lavoratori in ogni iniziativa di mobilitazione e non accetteremo che vengano lasciati soli ad affrontare l’incertezza del futuro.” (Da (Conquiste del Lavoro del 29 ottobre)
Rocco Zagaria
Categoria: Focus