Pernigotti, firmati gli accordi per salvare l’occupazione e mantenere la produzione a Novi Ligure

mercoledì 7 agosto 2019 / Attualità
pernigotti cartello
Pernigotti, la mobilitazione per salvare oltre 100 posti di lavoro prosegue senza sosta da mesi

“L’incontro svolto al Mise sulla vertenza Pernigotti ha finalmente permesso di avviare il giusto percorso per il salvataggio industriale dello stabilimento di Novi Ligure, per i quali le lavoratrici e i lavoratori hanno lottato per quasi un anno: abbiamo toccato con mano ipotesi concrete e soluzioni utili per dare prospettive all’occupazione”.
Così la Fai Cisl nazionale (federazione agro-alimentare) commentando l’incontro del 6 agosto sulla Pernigotti, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio.

“Sono stati siglati accordi preliminari con la cooperativa torinese Spes per il comparto cioccolato e torrone, e con l’imprenditore Giordano Emendatori per il comparto gelateria, con l’obiettivo della reindustrializzazione del sito e del reimpiego di tutte le persone ad oggi in forza, ma il contratto si dovrà formalizzare

Pernigotti corteo protesta

Il corteo dei lavoratori in occasione del primo Maggio 2019 a Novi

definitivamente entro il 30 settembre”, spiega Enzo Medicina, Segretario Fai Cisl territoriale, che aggiunge: “La produzione resterà a Novi Ligure. Oggi non si può ancora dire che la Pernigotti sia salva, ma certamente è stato compiuto il primo passo per andare nella direzione dell’occupazione di tutti gli addetti sul territorio, e a breve ci saranno incontri di sito e al Mise per gestire questi passaggi delicati”.

La Pernigotti, storica azienda dolciaria ed eccellenza piemontese, dal 2013 è passata al gruppo turco Toksoz , che il 6 novembre 2018 ha annunciato di voler chiudere lo stabilimento, cancellando con un colpo di spugna 160 anni di storia e 100 posti di lavoro, a cui vanno aggiunti i 130 lavoratori ex stagionali oggi assunti attraverso  contratti di somministrazione (stagionali). Dallo scorso novembre  la nostra mobilitazione a fianco dei lavoratori, insieme alle Istituzioni e alla cittadinanza, è proseguita senza sosta.

“La richiesta del sindacato di non delocalizzare all’estero ma di reindustrializzare il sito ha trovato risposte concrete, che dovremo approfondire nei prossimi incontri locali. Questa vertenza – conclude Medicina – dimostra come le produzioni e i marchi italiani mantengano appetibilità e capacità di rilancio grazie anche alle competenze di lavoratrici e lavoratori, e come non dobbiamo mai arrenderci davanti a crisi che spesso appaiono senza soluzione”.

-> La nota del Ministero dello Sviluppo Economico

-> Le tappe della nostra mobilitazione a fianco dei lavoratori

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